Farmaci per i bambini, che cosa tenere in casa?

L’uso dei farmaci con i bambini è sempre da attuare con grande cautela e sotto stretto controllo medico, mai applicando il principio che si abbia a che fare con “adulti un po’ più piccoli”. Secondo l’Agenzia italiana del farmaco, nel nostro paese i bambini assumono molti medicinali, diverse volte non necessari o troppo potenti per il problema da trattare, in particolare antibiotici e medicinali per problemi respiratori, specialmente prima dei 3 anni.

In parecchi casi, i dati a disposizione sui farmaci non provengono da studi clinici specifici: sui bambini vengono spesso impiegati, a dosaggi inferiori, medicinali che in realtà sono stati verificati per l’età adulta. Ma i medicinali producono, in ambito pediatrico, risposte diverse rispetto a quelle dei grandi, e differenziate pure per lattanti, bambini e adolescenti, perché assorbimento e metabolismo variano nei diversi momenti della crescita. Una particolare attenzione occorre dunque per la scelta sia dei medicinali sia dei rispettivi dosaggi, che dovrà valutare caso per caso il pediatra anche in base all’età.

Cosa tenere nell’armadietto?

Quando in casa ci sono bimbi, è bene avere a disposizione farmaci specifici per loro, con i quali fronteggiare i disturbi più comuni.

Per febbre e dolore

  • Un antipiretico, come il paracetamolo, oppure un antipiretico con una maggiore azione antinfiammatoria, come l’ibuprofene
  • Un valido termometro

Per la stipsi

  • Supposte o microclismi di glicerina

Per il vomito e la diarrea

  • Soluzioni reidratanti orali per ripristinare i liquidi persi

Per il raffreddore

  • Una soluzione fisiologica per i lavaggi nasali. Attenzione: se il bambino ha solo il raffreddore l’aerosol è inutile!

Per contusioni e ferite superficiali

  • Un disinfettante liquido non alcolico, per evitare il rischio di infezioni
  • Contro il dolore associato a trauma, un antidolorifico per bocca

Per ustioni o bruciature

  • Prodotti specifici in crema, gel o spray

Per punture di insetti

  • Per prevenire: formulazioni repellenti
  • In caso di fastidio da puntura, gel con il 5% di cloruro di alluminio

Altri consigli utili

È buona regola tenere i medicinali in un luogo dedicato, e non sparsi in maniera casuale, in una collocazione non accessibile ai più piccoli e protetta da una chiusura a chiave; deve trattarsi di un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce solare. Una buona precauzione è quella di tenere, nello stesso posto, i numeri telefonici di emergenza (per esempio quelli di pronto soccorso pediatrico, centri antiveleni eccetera).

I medicinali vanno conservati secondo le modalità specificate nel foglietto illustrativo, che va sempre conservato nella confezione, e consultato con attenzione in caso di utilizzo del farmaco. È necessario verificare periodicamente le scadenze di tutti i farmaci presenti in casa, e sostituire i prodotti scaduti (che vanno smaltiti negli appositi contenitori spesso presenti all’interno o all’esterno delle farmacie) con altri in corso di validità.

 

 

Caduta capelli: analisi gratuita e promozioni fino a 30% sui prodotti

I capelli sono un simbolo di bellezza, sia per le donne che per gli uomini. Una folta chioma con un taglio di carattere definisce il nostro stile personale. Del resto, ognuno di noi desidera dei meravigliosi capelli. I capelli, però, sono anche annessi cutanei che seguono il loro regolare ciclo vitale: crescono, cadono e rinascono di continuo. E in questo continuum sapere come prendersi cura dei capelli può fare la differenza.

Conoscere i tuoi capelli, il loro ciclo di vita, come sono fatti, la loro forza e le loro debolezze, i prodotti che amano e quelli che temono, ti aiuterà a sostenerli, a mantenere la tua chioma sempre in forma e a non spaventarti quando non è necessario.

Come prevenire e/o rimediare alla caduta dei capelli?

La caduta dei capelli è normale ma, se è eccessiva e dura per un periodo prolungato, può diventare un problema. Un problema che puoi controllare abituandoti a prenderti cura dei tuoi capelli, sapendo cosa fare e, soprattutto, quali prodotti usare.

Durante il mese di settembre e ottobre, in Farmacia Roma Est, puoi prenotare il tuo appuntamento con il nostro specialista per fare un’analisi gratuita dei capelli e del cuoio capelluto con l’utilizzo di strumenti moderni e innovativi. La visita è semplice ed ha una durata di 20 minuti circa. Gli esami permettono di rilevare lo stato di salute, l’elasticità e l’idratazione della cute nonché le cause delle più frequenti problematiche legate ai capelli e al cuoio capelluto.

Non solo. Questi due mesi tutti i prodotti dedicati alla cura dei capelli potranno essere acquistati con prezzi scontati dal 10 al 30%.

Scopri come conoscere e avere cura dei capelli per tornare ad avere una chioma in salute. 

La prenotazione della visita si può fare al banco della farmacia, al telefono allo 06 201 4167 oppure via WhatsApp allo 344 342 9371.

Ti aspettiamo in farmacia!

4 consigli per affrontare lo stress da rientro

La fine delle vacanze per molte persone può essere causa di stress, ansia e preoccupazione. Stiamo parlando della cosiddetta sindrome da rientro, conosciuta anche con il nome post – vacation blues.

Più che una vera e propria malattia, lo stress da rientro è una risposta psicofisiologica del nostro organismo al ritorno alla routine della quotidianità. Riprendere in mano le scadenze, le responsabilità, il lavoro e tutti i vari impegni che accompagnano le nostre giornate non è sicuramente facile, soprattutto dopo un periodo di relax e vacanza.

Come affrontare e combattere lo stress da rientro?

Vediamo insieme alcuni piccoli consigli per riprendere in mano la nostra quotidianità dopo le ferie.

  • Torna alla vita di tutti i giorni con calma: la cosa migliore da fare sarebbe quella di tornare dalle vacanze alcuni giorni prima del rientro al lavoro, così da prepararsi mentalmente e fisicamente alla fine del relax.
  • Prepara una piccola lista con priorità e obiettivi: è molto importante programmare il rientro con una certa precisione, così da non farsi prendere dall’ansia delle mille cose da fare. Quali sono gli obiettivi? Quali sono le cose più urgenti da fare? Una bella lista di priorità e impegni può essere davvero un salvavita!
  • Attenzione anche all’alimentazione: in vacanza ci lasciamo andare un po’ di più anche a tavola. Per molte persone la fine delle ferie rappresenta anche l’inizio del momento in cui bisogna mettersi a dieta.
    Il consiglio è quello di seguire una dieta sana ed equilibrata, ma senza un cambiamento troppo brusco: meglio optare per un passaggio graduale affidandosi ad un professionista.
  • Non rinunciare alle attività piacevoli e rilassanti: procedi la quotidianità con ricordi e pensieri positivi, continua a svolgere attività piacevoli e rilassanti.

 

Gli integratori alimentari sono davvero utili?

Vitamine, probiotici, sali minerali, proteine, fibre, pappa reale…tutte sostanze contenute nel cibo e che hanno lo scopo di migliorare il funzionamento dell’organismo, di sopperire a carenze alimentari, di favorire lo stato di benessere della persona e soprattutto di prevenire alcune malattie. Nel loro insieme questi prodotti costituiscono la grande famiglia degli integratori alimentari, le cui proprietà sono note fin dall’antichità.

Oltre a prodotti caratterizzati da componenti nutrizionali specifici, come le vitamine e i minerali, fanno parte della famiglia degli integratori dietetici anche una serie di prodotti vegetali, le “erbe” e i derivati, come pappa reale e propoli, la cui azione è soggetta alla valutazione di un gruppo di esperti istituito presso la Commissione consultiva per i prodotti destinati ad una alimentazione particolare.

Forniti sotto forma di tavolette, compresse o gocce, in quantità misurate in modo da ottimizzarne l’effetto, gli integratori rispondono a esigenze nutrizionali precise o a condizioni fisiologiche particolari. Costituendo una fonte concentrata di nutrienti o di sostanze gli integratori sono destinati a complementare la dieta, e non a sostituire il cibo. Servono infatti, come spiega il Ministero della Salute, “a ottimizzare gli apporti nutrizionali, fornire sostanze di interesse nutrizionale ad effetto protettivo o trofico e migliorare il metabolismo e le funzioni fisiologiche dell’organismo”. Devono quindi essere somministrati in linea con precise indicazioni, sia in materia di composizione che di dosi massime di assunzione.

Sul sito del Ministero della salute, è possibile consultare anche l’elenco di tutte le leggi e i decreti attuati in materia fino al decreto del 30 luglio 2004. Quest’ultimo stabilisce tra l’altro l’obbligo di etichettatura degli integratori, sia singoli che combinati, che finiscono sul mercato, che oggi sono più di 4500. E impone che sull’etichetta degli integratori vi sia un dosaggio preciso di ciò che è contenuto nella confezione, soprattutto se si stratta di sostanze vegetali, frequentemente utilizzate in modo eccessivo e superficiale grazie all’idea diffusa che si tratti di “sostanze naturali” e quindi non dannose. Un attento dosaggio è invece necessario, per limitare possibili controindicazioni o addirittura danni alla salute. Inoltre, l’etichettatura non può contenere diciture che inducano il consumatore a pensare a una cura miracolosa, né al fatto che l’integratore è essenziale e necessario anche in presenza di una dieta equilibrata e variata.

Chiudiamo l’articolo cercando di dare una risposta alla domanda principale: “Gli integratori sono utili?” La risposta è positiva, ma solo in particolari circostanze; non aspettiamoci miracoli, non esageriamo con i dosaggi e non assumiamoli se non ne abbiamo davvero bisogno (questo dev’essere stabilito da un professionista anche sulla base di eventuali controindicazioni).

Fonte: https://bit.ly/3A3QqTO

Sì, viaggiare ma con qualche precauzione per preservare la salute

Finalmente abbiamo iniziato a visitare il mondo, ma più che mai sono necessari accorgimenti per preservare la salute, ora anche per il Covid. Al riguardo, notizie aggiornate possono essere rintracciate sul sito del Ministero della salute o attraverso il numero di pubblica utilità gratuito 1500 (e dall’estero i numeri +39 02 32008345 e +39 02 83905385).

Ma, a parte quelli nuovi derivanti dal coronavirus, un viaggio internazionale può creare vari rischi per la salute: i viaggiatori possono andare incontro a improvvisi e significativi cambiamenti di altitudine, umidità, temperatura, oltre che risultare esposti a una varietà di infezioni. Inoltre, insidie alla salute possono presentarsi in aree in cui gli alloggi sono di scarsa qualità, le condizioni igieniche inadeguate, i servizi medici non ben sviluppati, e non è disponibile acqua pulita.

Per questo, pianificare un viaggio deve significare anche tenere conto dei pericoli potenziali legati alla destinazione e proteggersi nel migliore dei modi, minimizzando il rischio di contrarre una malattia. Innanzitutto, prima di recarsi in un paese estero, soprattutto se in via di sviluppo, sarebbe bene consultare un ambulatorio di medicina del viaggiatore o quanto meno il proprio medico di famiglia. Questo deve avvenire (considerata la possibile necessità di immunizzazioni a lungo ciclo) con largo anticipo rispetto alla partenza. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni circa i più importanti fattori di rischio, indicherà le vaccinazioni consigliate e quelle obbligatorie,i farmaci antimalarici da assumere, altri medicinali da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria e potrebbe non essere facilmente reperibile in paesi con bassa qualità dei servizi sanitari o in aree remoto. Un consulto medico specialistico è molto raccomandato per i viaggiatori con problemi medici preesistenti, e in ogni caso per alcune categorie.

Anziani

Se non hanno particolari patologie, possono affrontare viaggi con le medesime precauzioni dei giovani adulti, ma attenzione va posta agli spostamenti aerei, soprattutto se lunghi, per il rischio di trombosi venose del polpaccio: è bene avere durante il viaggio calzature comode, calze contenitive e soprattutto alzarsi ogni tanto durante il volo e muovere le gambe. Se necessario può essere utile somministrare, alle persone più a rischio, farmaci antiaggreganti o anticoagulanti, sempre dopo consultazione medica. Il viaggio aereo è controindicato in caso di anemia grave o di patologia severa del sistema cardio-vascolare. È sconsigliato il soggiorno in aree tropicali nelle stagioni caldo-umide per la possibilità di disidratazione e squilibri elettrolitici.

Bambini

In generale, presentano gli stessi rischi per la salute della popolazione adulta; tuttavia, le conseguenze dell’acquisizione di una malattia durante il viaggio possono essere più gravi, anche perché alcune condizioni patologiche sono a volte difficili da riconoscere nei bambini. Fino a 5 anni di età i piccoli non devono andare in zone dove sia endemica la malaria. I bambini sono particolarmente sensibili ai microbi gastroenterici, e rischiano più degli adulti la disidratazione in seguito a diarrea.

Gestanti

La gravidanza non costituisce di per sé una controindicazione ai viaggi, anche se una valutazione clinica è necessaria soprattutto tra la dodicesima e la quindicesima settimana per il rischio di aborto, e dopo la trentesima per stati di eclampsia, grave complicanza della gestazione. Durante i viaggi aerei non mantenere la posizione seduta troppo a lungo, e a tale scopo è consigliabile avere un posto vicino al corridoio. Valutare bene la destinazione, considerato che in gravidanza le vaccinazioni vanno effettuate soltanto se urgentemente necessarie. Anche la chemioprofilassi farmacologica della malaria è sconsigliata, e questo deve far evitare diversi paesi in cui la malattia è endemica. Inoltre, il virus Zika, che si trasmette tra l’altro attraverso la puntura di zanzara, può comportare gravi anomalie nel bambino: è perciò sconsigliato alle donne in gravidanza viaggiare nei paesi in cui è più alto il rischio di questa infezione.

I disturbi gastrointestinali

Molte persone che viaggiano vanno incontro a disturbi gastroenterici, spesso non gravi e di breve durata, che si risolvono spontaneamente in pochi giorni e non necessariamente dipendono dai cibi: in alcuni casi all’organismo, e in particolare all’apparato digerente, può occorrere tempo prima di abituarsi a una diversa alimentazione. In ogni modo, soprattutto nei paesi caldi o con condizioni igieniche non ottimali, è necessario attenersi alle regole stilate dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Farmacia al seguito

Pronto soccorso

• Cerotti
• Disinfettanti
• Bende
• Guanti monouso
• Detergente o salviette disinfettanti per le mani
• Acqua ossigenata
• Repellenti per insetti
• Gel astringente al cloruro di alluminio per contatti con meduse
• Protezione solare
• Materiale sterile
• Termometro
• Pinzette
• Colliri umettanti
• Zanzariera
• Preservativi
• Disinfettanti o filtri per l’acqua
• Soluzioni minerali orali reintegranti
• Calze elastocompressive (se si è a rischio di trombosi venosa profonda)

Farmaci

• Analgesici
• Antibiotico a largo spettro (amoxicillina clavulanato, ciprofloxacina, ecc)
• Antibiotico intestinale (paromomicina, neomicina, eccetera)
• Creme antifungine o antibiotiche
• Crema con idrocortisone 1%
• Antimalarici
• Pomate e compresse antistaminiche
• Siringhe sterili
• Pomata oftalmica antibiotica (per esempio con tobramicina)
• Pomata antistaminica e/o cortisonica per scottature o punture di insetto
• Antiacido
• Antidiarroico (per esempio loperamide)
• Blando lassativo
• Anticinetosici (per mal di mare e simili)
• Anticoagulanti (se si è a rischio di trombosi venosa profonda)
• Insulina (per i diabetici)
• Farmaci abituali

Forniture mediche

• Occhiali
• Bracciale o collana di allerta medica
• Test del diabete
• Inalatori
• Autoiniettore di adrenalina

Magnesio e potassio: a cosa servono e quali sono i loro benefici?

Il magnesio

  • Stimola la produzione di insulina, regolando la concentrazione di zucchero nel sangue,
  • Riduce la pressione arteriosa
  • Mantiene un Ph equilibrato nel sangue
  • Contribuisce alla crescita delle ossa
  • Regola il metabolismo di altri minerali (come potassio, calcio, fosforo, zinco) e della vitamina C
  • Migliora l’attività cardiocircolatoria: regola il battito cardiaco e riduce la probabilità di formazione di placche aterosclerotiche
  • Migliora l’irritabilità, i disturbi del sonno e la stanchezza mentale
  • Allevia i crampi,
  • Elimina tossine e scorie.

Gli alimenti più ricchi di magnesio sono proprio quelli di origine vegetale: verdure a foglia verde, frutta secca e cereali, ma anche funghi e banane.

Il potassio

  • Regola la trasmissione degli impulsi nervosi e muscolari
  • Regolarizza l’attività cardiaca e la pressione sanguigna
  • Riduce il rischio di aterosclerosi, riducendo la formazione di trombi e placche sulle arterie,
  • Regola la produzione di energia
  • Riduce la sensazione di fatica ed i crampi muscolari
  • Migliora l’umore

Tra gli alimenti che contengono più potassio (e magnesio) ci sono le banane,  ma anche l’uva fresca e le albicocche essiccate, fino ad arrivare agli avocado e ai funghi.

Quando assumerli?

In caso di sintomi di carenza di magnesio e potassio, quali

  • Ipereccitabilità,
  • Debolezza muscolare e/o crampi muscolari,
  • Stanchezza
  • Sonnolenza
  • Nausea
  • Sonnolenza
  • Palpitazioni o perfino aritmie

o quando il fabbisogno aumenta, può essere utile aumentare l’assunzione di alimenti ricchi di potassio e magnesio e ricorrere ad integratori alimentari specifici.

Perché integrare magnesio e potassio proprio in estate?

Le temperature elevate ci fanno sudare di più e la maggiore sudorazione comporta anche la perdita di sali minerali preziosi, fra i quali il magnesio e il potassio. Proprio per questo in estate ci sentiamo spesso stanchi e spossati, o addirittura ci troviamo in preda ai crampi muscolari. Oltre a mantenere un livello di idratazione corretto, quindi, e soprattutto se si è assidui sportivi, è molto importante reintegrare i minerali persi.

Tumore colon: in farmacia screening gratuito per la prevenzione

Prevenire per salvare vite umane. La farmacia Roma Est e altre farmacie del Lazio si sono schierate al fianco della Regione per lo screening sulla ricerca del sangue occulto nelle feci, spesso precursore del tumore del colon retto. Questo tipo di cancro in Italia e nel Lazio rappresenta la seconda neoplasia per mortalità dopo quella del polmone e per prevalenza dopo quella della mammella con migliaia di casi ogni anno.

Le persone, donne e uomini dai 50 ai 74 anni, vengono invitate ogni due anni con una lettera personalizzata presso le sedi indicate sulla lettera di invito, dove viene consegnato un kit che contiene la provetta utile alla raccolta di un campione di feci – da effettuare presso la propria abitazione – necessario per la ricerca del sangue occulto.

È possibile ritirare il kit, anche senza aver ricevuto la lettera di invito, presso una delle farmacie aderenti al programma di screening del tumore del colon retto. Dunque, non sarà più necessario recarsi negli ospedali o negli ambulatori delle Asl, ma si potranno sfruttare comodamente la farmacia sotto casa.

Il cittadino riceverà gratuitamente dal farmacista il kit per la raccolta delle feci, le spiegazioni sulle finalità e le modalità dell’esame, poi riporterà la provetta nella farmacia. A quel punto il campione con le feci verrà consegnato alla Asl per l’analisi e il cittadino successivamente riceverà il referto. In caso di esame dubbio o positivo, la persona verrà avvisata per eseguire un approfondimento diagnostico.

Per approfondire: https://www.salutelazio.it/screening-del-colon-retto

 

Soccorso: il 112 è il numero di emergenza unico europeo

Spostandosi tra i paesi dell’Unione europea si può ora fare una telefonata valida dappertutto per chiedere soccorso, anche di tipo sanitario: basta comporre il 112, numero di emergenza unico europeo. La chiamata, da telefono fisso, cellulare o app, è gratuita. Se si usa una lingua diversa da quella del paese in cui ci si trova, si può in ogni caso spiegare ciò di cui si ha bisogno grazie alla traduzione simultanea della chiamata a opera di un interprete.

In Italia il funzionamento del servizio è organizzato su due livelli: il primo (la Centrale unica di risposta o CUR) riceve la chiamata di soccorso e il secondo (centrali operative di Emergenza sanitaria, Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco) gestisce effettivamente la situazione di emergenza. Qualunque numero nazionale di emergenza si chiami (113, 112, 115 e 118), la telefonata viene ricevuta dalla Centrale unica di risposta. L’operatore della CUR, quando risponde alla chiamata, riceve in tempo reale il numero telefonico (anche se questo è stato nascosto) e la localizzazione del chiamante, che vengono automaticamente inseriti in una scheda in formato digitale. Questa è poi integrata con le informazioni sulla tipologia di soccorso necessario e trasferita, assieme alla chiamata, alla centrale operativa di secondo livello a cui compete l’intervento. Con questo filtro si evita che gli scherzi, gli errori o le chiamate improprie (come le richieste di informazioni) arrivino alle centrali operative di secondo livello, che riceveranno solo le effettive chiamate di emergenza.

Le CUR sono realizzate dalle Regioni, che stanno man mano provvedendo. Dove non sono presenti, il servizio 112 è assicurato dalle centrali operative dei Carabinieri.

 

Chiedere aiuto con una app

 

Il 112 è fruibile, nelle regioni in cui sono operative le Centrali uniche di risposta, anche tramite l’app per smartphone Where are U. L’app consente di effettuare una chiamata di emergenza con l’invio automatico all’operatore della centrale unica di risposta dei dati relativi alla localizzazione del chiamante ricavati dal sistema di posizionamento GPS del telefono.

Si può utilizzare l’app anche se non si è in condizione di parlare, semplicemente selezionando il tipo di soccorso di cui si ha bisogno: l’operatore riceverà la chiamata muta con le indicazioni del soccorso richiesto. Se ci si trova in una zona dove non c’è copertura della rete dati, la localizzazione viene trasmessa alla centrale tramite sms. I dati di localizzazione vengono utilizzati solamente per la gestione della richiesta di emergenza. L’app consente l’accesso al servizio anche a persone sorde.

Where are U è disponibile per i sistemi operativi mobili iOS, Android e Windows.

Perché affidarsi a un nutrizionista?

Il nutrizionista è un medico o un biologo specializzato in Scienza dell’Alimentazione o con competenze specifiche in ambito nutrizionale acquisite con master o corsi specifici. Il nutrizionista non è Google! Con l’avvento del web e dei social molti credono che a tutto ci sia una risposta immediata e semplice, anche in campi, come quello della nutrizione, dove ciò non è possibile. La rete non potrà mai sostituirsi al nutrizionista, anche se può fornire informazioni generiche utili che, con il buon senso e avvalendosi di siti seri, possono essere d’aiuto.

Ma perché è meglio affidarsi al nutrizionista per rientrare in forma?

  • Non siamo tutti uguali: ciascuno di noi necessita dell’alimentazione più adatta per l’età, il livello di attività fisica, il tipo di lavoro e molto altro ancora, come le problematiche di salute e, perché no, anche il gusto personale.
  • Dieta personalizzata: il nutrizionista può visitare la persona per rilevare le misure antropometriche (peso e circonferenze) e per fare esami di approfondimento. Durante la visita si informerà in merito alle abitudini alimentari e sullo stato di salute visionando esami del sangue e referti. Solo dopo aver raccolto tutti questi dati sarà in grado di preparare uno schema alimentare personalizzato e mirato all’obiettivo da raggiungere per il paziente. Tale obiettivo potrà essere il calo di peso, ma anche un aumento in una persona troppo magra o un mantenimento del peso.
  • Fiducia e costanza: il rapporto che si instaura nel tempo tra il nutrizionista e il paziente diventa di fiducia e aiuta a raggiungere l’obiettivo che insieme si prefissa. Il vantaggio dei controlli periodici è la compliance del paziente nei confronti della dieta: se non si viene controllati sarà più facile sgarrare, mentre se si è seguiti da uno specialista più facilmente si rispetterà la dieta.

Se stai pensando a iniziare un percorso nutrizionale con uno specialista puoi farlo anche in Farmacia Roma Est con la Dott.ssa Simona De Noia, la nostra biologa nutrizionista.  La dott.ssa visita presso lo studio della farmacia il mercoledì dalle 10-13 e il giovedì dalle 15-19.

La prenotazione della visita si può fare al banco della farmacia, al telefono allo 06 201 4167 oppure via WhatsApp allo 344 342 9371.

La Spirometria: cos’è, quali patologie rileva e dove farla

La spirometria è uno dei più comuni esami di accertamento della funzionalità polmonare, effettuato per diagnosticare o monitorare patologie a carico dei polmoni. La spirometria semplice consente di misurare la quantità di aria che è possibile inspirare ed espirare forzatamente, e la velocità di espirazione. La spirometria globale, o completa, prevede anche la valutazione della quantità di aria che resta nei polmoni dopo l’espirazione.

A che cosa serve la spirometria e quali patologie rileva?

Il test della spirometria consente di controllare alcuni parametri, quali, per esempio:

  • CVF: la quantità massima di aria che si può espirare con forza dopo aver inspirato il più profondamente possibile;
  • VEMS o FVE1: la quantità massima di aria che si può espirare con forza in un secondo;
  • PEF: il picco di flusso espiratorio;
  • MVV: la massima ventilazione volontaria.

L’interpretazione dei risultati della spirometria è affidata al medico, che valuta i risultati registrati e li mette a confronto con i valori di riferimento in base all’anamnesi del paziente e ai risultati di eventuali altri accertamenti.

La spirometria può essere richiesta dal medico in caso di sintomi come tosseaffannomancanza di respiro. È utile per diagnosticare una patologia polmonare ostruttiva (ovvero che causa un’ostruzione delle vie aeree) o restrittiva (ossia che impedisce la normale espansione del polmone), per verificare l’efficacia di una terapia e per controllare l’andamento di patologie come:

  • l’asma;
  • la polmonite;
  • la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);
  • la fibrosi cistica;
  • la fibrosi polmonare.

La spirometria può essere richiesta come esame di controllo prima di un intervento chirurgico, per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva o come test di screening della funzionalità polmonare per i lavoratori esposti al rischio di malattie respiratorie.

Rischi e controindicazioni

La spirometria è un test molto semplice e non invasivo, che non comporta alcun rischio per la maggior parte delle persone. Lo sforzo richiesto nell’emissione dell’aria in alcuni soggetti può però causare nell’immediato vertigini, tremori, stanchezza, dolore al petto.

La spirometria è controindicata in caso di ipertensione non controllata dai farmaci, angina pectoris e infarto recenti, e quando non siano ancora guarite le ferite per interventi chirurgici a torace, occhi e cranio.

Le norme di preparazione per la spirometria
  •  astenersi dal fumo nelle 24 ore precedenti il test;
  • evitare alcolici, pasti abbondanti e attività fisiche intense nelle quattro ore precedenti;
  • indossare abiti comodi, che non ostacolino i movimenti per l’inspirazione e l’espirazione profonde;
  • non assumere farmaci broncodilatatori.
Come si esegue l’esame?

L’esame può essere eseguito solo da adulti o bambini con età minima di 6 anni, che riescano a collaborare. La collaborazione del paziente è fondamentale, per questo motivo questo esame non può essere eseguito su pazienti sedati, in ventilazione assistita o privi di coscienza.

Si esegue da seduti, talvolta con uno stringinaso per impedire la respirazione nasale. Si utilizza un boccaglio collegato con un dispositivo elettronico (spirometro) e viene chiesto al paziente di inspirare profondamente attraverso lo strumento fino a riempire d’aria i polmoni, quindi di serrare bene le labbra intorno al boccaglio e di espirare il più velocemente e con più forza possibile per espellere l’aria fino allo svuotamento dei polmoni. L’inspirazione e espirazione devono essere generalmente ripetuti almeno tre volte per aumentare l’affidabilità dei risultati.

Talvolta può essere necessario ripetere il test dopo 15 minuti dall’assunzione di un farmaco broncodilatatore.

In caso di spirometria sotto sforzo, al paziente viene chiesto di camminare o correre per alcuni minuti.

A seconda del tipo di spirometria l’intera procedura può durare tra i 30 e i 90 minuti.

Dove eseguire l’esame?

E’ possibile eseguire la spirometria semplice in Farmacia Roma Est e in altre farmacie che offrono il servizio. Mentre la spirometria globale si deve fare in una cabina pletismografica, quindi, solo presso strutture ospedaliere.