Scottature solari: 7 rimedi naturali per curarle

  • Fatevi una doccia fredda
    La prima cosa che dovete fare dopo le scottature solari è un bagno o una doccia fredda per raffreddare la parte dolorante e avere un certo sollievo. Per un’azione ancora più efficace, l’ideale è usare un bagnoschiuma a base di aloe vera. Altrimenti, versate un cucchiaio di bicarbonato di sodio e una manciata di sale grosso nell’acqua o un bicchiere di farina d’avena.
  • Idratate la pelle
    Reidratate la pelle bevendo molta acqua e spalmando sull’epidermide una buona crema idratante o doposole a base di aloe vera. Ecco la ricetta per farla a casa:
    – procuratevi 160 ml di aloe vera e mescolatela 70 ml di olio vegetale
    – emulsionate bene i due liquidi
    – aggiungete infine 5 gocce della vostra essenza preferita (lavanda, limone o menta) e conservatela in frigo Dopo il bagno versate alcune gocce di questo rimedio fai da te sulla vostra pelle e massaggiate                      delicatamente:  la vostra pelle avrà un immediato sollievo e sarà profumatissima!
  • Impacco all’aloe vera
    Per alleviare le scottature e la sensazione dolorosa di bruciore, fatevi un impacco all’aloe vera. Preparate il gel all’aloe vera e poi riponetelo in frigo. Dopo un’ora spalmatevelo su tutto il corpo come fosse una crema idratante. Ripetete l’operazione almeno due o tre volte al giorno, per un effetto super rinfrescante.
  • Decotto al tiglio, calendula e camomilla
    Procuratevi il tiglio e la camomilla. Una volta a casa, fate bollire un pentolino d’acqua e versateci dentro le erbe. Lasciate in infusione per 10-15 minuti e poi filtrate il decotto con un colino. Lasciatelo intiepidire per qualche minuto e poi imbevete dentro al composto una garza con cui vi tamponerete la pelle scottata. La sensazione di sollievo sarà subitanea.
  • Lozione all’olio d’oliva e albume
    Per lenire il bruciore derivante dalle scottature, unite due albumi d’uovo a dell’olio d’oliva in un pentolino. Cuocete a fuoco basso per 5 minuti, lasciate raffreddare e poi spalmatevi il composto sulla pelle.
  • Applicate una patata sulla pelle
    Provate ad applicare la fetta di una patata sulle vostre scottature. Lasciatela agire in quel punto per 20-30 minuti. Vi darà una sensazione di freschezza immediata.
  • Impacco al tè verde
    Lasciate il tè verde in infusione per una decina di minuti. Lasciatelo intiepidire e poi aggiungetelo all’acqua della vasca da bagno. In alternativa, inzuppate di tè verde un batuffolo di cotone o una garza e applicatelo sulle scottature. Avrete subito un grande sollievo.

Auricolari e salute: come pulirli e a cosa stare attenti.

Tantissime persone usano gli auricolari ogni giorno, ma sarebbero dannosi per la salute a causa dei tanti batteri contenuti. Uno studio pubblicato sul Journal of Health and Allied Sciences rivela come l’uso di questo accessorio possa aumentare significativamente la crescita batterica sul timpano: gli esperti hanno quindi riramato alcuni consigli per ridurre i rischi che ne derivano, non solo con l’uso prolungato.

Si scopre che, in particolare, allenarsi con le cuffiette alle orecchie può contribuire allo sviluppo di batteri nocivi, a causa della maggiore quantità di sudore che il corpo produce durante l’esercizio fisico. Questo potrebbe causare il cosiddetto orecchio del nuotatore, un’infezione batterica della pelle che riguarda l’orecchio esterno e il canale auricolare.

I ricercatori mettono anche in guardia dal condividere gli auricolari con gli amici, perché farlo in alcuni casi può comportare l’insorgenza di infezioni dolorose all’orecchio. Durante lo studio, sono stati infatti trovati batteri nocivi sul 92% dei prodotti delle persone che li scambiavano con altri, rispetto al solo 8% di chi li prestava meno frequentemente.

Una volta chiariti i rischi, può essere utile apprendere come pulire al meglio questo accessorio: basta utilizzare un panno morbido umido, non bagnato, oppure acquistare salviette specifiche. Se polvere e sporcizia si sono accumulati da tempo, il suggerimento è quello di usare un vecchio spazzolino da denti o un batuffolo di cotone con una goccia di alcol e strofinare sull’area interessata.

Fonte: https://bit.ly/2Jt7Wp5

Salute: ecco i controlli periodici per prevenire disturbi o malattie

Prevenire è meglio che curare, perchè la salute è il bene più prezioso che abbiamo. È molto importante fare prevenzione, ogni anno, con una serie di controlli di routine per verificare di essere realmente in salute e diagnosticare eventuali patologie quando sono ancora allo stadio embrionale.

Controlli non specialistici

Sono piccoli esami di routine, noti anche come check-up, che consentono la prevenzione di alcune malattie e aiutano a migliorare lo stile di vita. Nelle donne con più di 25 anni andrebbero ripetuti ogni 2 anni. Ecco quali sono gli esami:

  • Esame del sangue: bisognerebbe fare l’emocromo completo, ma anche farsi misurarw la glicemia basale, il colesterolo totale e frazionato e i trigliceridi. Alle comuni analisi, per gli anziani, è bene aggiungere anche la transaminasi e gli esami T3, T4 e TSH. Il primo, ripetuto ciclicamente, consente di tenere sotto controllo il fegato, gli altri aiutano a riconoscere le disfunzioni della tiroide.
  •  Esame delle urine
  •  La pressione: verificarla periodicamente a casa con l’apposita macchinetta, dal medico o in farmacia ogni 2 o 3 mesi.

Controlli specialistici

Trattasi di controlli di prevenzione decisamente più mirati e di solito si effettuano con una visita medica specialistica.

  • Ecocolordoppler: serve a diagnosticare l’aterosclerosi, ossia ostruzione e incrostazione delle arterie carotidi, e va prescritto soprattutto alle persone che presentano fattori di rischio di malattie vascolari.
  • L’ elettrocardiogramma da sforzo: è l’esame che mette alla prova il cuore e può rivelare disturbi ed eventuali patologie.
  • Mappatura dei nei: appuntamento con il dermatologo sempre una volta l’anno. È un esame semplice, che prevede l’analisi dei nevi ed eventualmente la prescrizione per togliere quelli che sono cambiati negativamente e diagnosticare tempestivamente eventuali neoformazioni maligne.
  • Visita ginecologica: una volta l’anno è necessario fare un controllo ginecologico e un’ecografia pelvica, per valutare lo stato dell’utero e delle ovaie. È indicato anche sottoporsi ogni due anni al Pap-Test e Hpv-Dna Test per la prevenzione del cancro al collo dell’utero. Durante la visita sarà controllato anche il seno. È una buona pratica che la donna impari l’auto-palpazione per verificare la presenza di noduli sospetti. Dopo i 40 anni, le signore devono effettuare una volta l’anno anche l’ecografia mammaria e infine la mammografia bilaterale, con cadenza biennale dopo i 40 anni e annuale dopo i 50.
  • Colonscopia:  è un esame che esplora le pareti interne del colon, per scoprire eventuali lesioni, ulcerazioni, occlusioni, masse tumorali. Permette di individuare e, se necessario, rimuovere all’istante, dei tumori anche molto piccoli e in fase iniziale, impedendone lo sviluppo e la degenerazione. La colonscopia è consigliata come corretta attività di screening per tutti i soggetti a rischio.
  • La Mineralometria Ossea Computerizzata (Moc): misura il patrimonio minerale dello scheletro e diagnostica l’osteoporosi. Bisogna effettuarla regolarmente ogni 2 o 3 anni per la prevenzione dell’osteoporosi.
  • Visita oculistica: in caso di miopia o comunque disturbo visivo, andrebbe fatto un controllo medico una volta l’anno. Dopo i 40 anni, anche chi ha sempre visto sempre bene, dovrebbe monitorare la vista e le diverse strutture dell’occhio.
  • Igiene orale: è bene prendere l’appuntamento dal dentista almeno una volta l’anno. Se avete problemi di placca, tartaro o, peggio, di carie frequenti, potrebbe essere indicata una pulizia dei denti ogni sei mesi.

Prevenzione significa prendersi cura di sé e della propria salute, guardando al futuro, non vuol dire fare esami inutili né vivere di ansia. I controlli devono essere eseguiti solo quando sono necessari e devono essere indicati dal medico in modo mirato.

 

Detox: perchè e come disintossicarsi e tornare in forma

Detox significa detossinare, ovvero eliminare dal corpo tutte quelle sostanze, tossine e «veleni» che accumuliamo.

  • Sostanze chimiche assunte quotidianamente tramite l’alimentazione: i pesticidi su frutta e verdura o i conservanti ed edulcoranti contenuti in alcuni cibi prodotti in modo industriale. Il consumo costante di un alimento, soprattutto nelle diete poco variegate provoca inevitabilmente un accumulo di qualche sostanza che, superati certi valori, può risultare tossica.
  • farmaci rappresentano un’assunzione volontaria di sostanze tossiche che sottopongono il nostro organismo a lavoro extra per eliminare le sostanze e metaboliti generati dalla loro digestione.
  • L’’inquinamento nei grandi centri urbani. I livelli delle polveri sottili sono sempre sopra la soglia di tollerabilità, causando al nostro organismo un forte stress che può provocare diverse patologie.

Come detossinarci?

L’azione detossinante avviene attraverso i nostri organi emuntori: pelle, reni, fegato, sistema linfatico e polmoni, che però tendenzialmente non riescono a «buttar fuori» tutti questi scarti da soli, ecco perché può essere d’aiuto avvalersi di speciali trattamenti atti a questo scopo. Ma quello che noi consigliamo in primis sono:

  • Uno stile di vita sano che include una corretta dieta quotidiana, attenta ai prodotti consumati, variegata e – possibilmente – con alimenti di stagione non trattati.
  • L’assunzione di due litri di acqua al giorno che contribuiscono significativamente a eliminare la maggior parte delle tossine accumulate mantenendo in buona salute fegato e reni.
  • L’attività fisica è molto importante, perché attraverso il sudore riusciamo a espellere parte di quelle tossine accumulate, quindi ottime la corsa, la camminata veloce, la cyclette e tutti quegli sport che fanno sudare e contribuiscono a mantenere il nostro organismo depurato.
  • Evitare lo stress e le emozioni negative, possono essere considerate una sorta di intossicazione.

Non solo. Spesso si parla anche di Digital Detox, ossia di ritagliarsi momenti in cui la ormai onnipresente tecnologia viene lasciata da parte, almeno per un po’… Scoprirete che non sarà una tragedia, anzi!

 

Fonte: https://bit.ly/2LDKwPc

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Il Grande Caldo: 10 dritte per combatterlo anche a tavola.

Il caldo estivo è ormai arrivato e da oggi in poi le giornate saranno sempre più soleggiate e afose. Parola di meteorologo! E allora, come sopravvivere alla calura in città?

Combattiamolo a tavola assumendo cibi freschi e ricchi d’acqua: tanta frutta e tanta verdura di stagione. E poi alimenti “acquosi” come gelati alla frutta, spremute, succhi di frutta, frullati, yogurt, sorbetti. In questo modo, regaleremo al nostro organismo vitamine, minerali, antiossidanti e nutrienti protettivi necessari.

Bere più acqua. Il nostro organismo è composto per circa il 70% da acqua e necessita di circa 3 litri d’acqua al giorno: un litro e mezzo viene introdotto con ciò che mangiamo e il restante con l’acqua che beviamo. Normalmente si consiglia di bere circa 8 bicchieri di acqua al giorno, ma d’estate si suda molto: meglio consumarne almeno 10.

Evitare alcolici e superalcolici perché stimolano la sudorazione, causano disidratazione, limitano l’assorbimento delle vitamine. Bere poche bevande gassate, zuccherate, troppo fredde. Bere meno caffè, bevande a base di tè e di cola: sono eccitanti, aumentano la vasocostrizione e la diuresi provocando la disidratazione.

Mangiare più frutta di stagione. La frutta, ricca di sali minerali, vitamine e antiossidanti, va consumata non solo dopo i pasti ma anche durante il giorno. Quale? Quella più ricca di acqua: meloni e cocomeri soprattutto. Bene anche fragole, ciliegie, albicocche, pesche, fichi. Sì anche a succhi di frutta ma senza zuccheri aggiunti.

Tanta verdura (meglio cruda) perché è fresca, leggera, ricca d’acqua. La verdura estiva, da consumare soprattutto cruda, dovrebbe essere la regina delle tavole estive e può essere anche assunta all’inizio dei pasti per tamponare il senso di fame. Farete il pieno di vitamine, minerali e antiossidanti soprattutto con carote, finocchi, pomodori, cetrioli, peperoni, sedano, radicchio, zucchine e fagioli.

Il pesce, secondo le linee guida nutrizionistiche, dovrebbe essere assunto tutto l’anno almeno tre volte a settimana. Mangiamolo a maggior ragione d’estate (meglio alla griglia o al forno) per il suo contenuto di acidi grassi polinsaturi e per la sua alta digeribilità. Meglio scegliere il pesce azzurro: è meno caro e contiene più omega 3.

Meno carni e salumi. Meglio mangiare meno carne rossa e meno salumi per diminuire l’introito calorico totale e la quantità dei grassi saturi. La carne più consigliabile è quella più leggera, ovvero il pollo: ha un buon contenuto proteico.

Consumare poco sale perché trattiene i liquidi. E comunque prediligere il sale iodato.

Evitare grandi abbuffate. Ovvero pasti completi con primo, secondo, contorno e frutta. Meglio piatti unici che garantiscono un’alimentazione completa e leggera. Mangiare insomma poco e spesso, facendo pasti leggeri conditi con olio extravergine a crudo. Evitare quindi i fritti, i condimenti troppo elaborati e ricchi di grassi.

Occhio al frigorifero! Rispettare attentamente le modalità di conservazione degli alimenti in frigorifero e mantenere la catena del freddo degli alimenti che lo necessitano usando borse termiche per i pic-nic. Ricordare che i cibi conservati a lungo in frigorifero rischiano un peggioramento nutrizionale e una contaminazione da microrganismi.

 

Fonte: Focus Salute
https://bit.ly/2seC3tT

Come prevenire l’invecchiamento della pelle in 6 step

Prodotti specifici, attività fisica, peso giusto, protezioni solari e niente fumo. Mantenere una pelle giovane è possibile, seguendo precisi step e ottenendo ottimi risultati.

Prevenire è meglio che curare, anche in medicina estetica. Sempre più donne si rivolgono agli specialisti, non per fare trattamenti ma per avere un check up e una prescrizione di prodotti cosmetici. E soprattutto vogliono essere educate a prevenire i danni dell’invecchiamento.

Questi quindi i consigli da tenere a mente:

  1. DIETE PING-PONG: Non ingrassare e dimagrire in continuazione. Specie dopo i 40 anni, meglio un chilo in più che uno in meno.
  2. ATTIVITA’ FISICA: è fondamentale fare sport e attività aerobica per migliorare la circolazione del sangue e l’ossigenazione delle cellule cutanee.
  3. SOLE: esporsi troppo ai raggi solari invecchia la pelle. Va fatto quindi sempre negli orari giusti e con la giusta protezione.
  4. SIGARETTE: Fumare, per la pelle, è un suicidio perché riduce la vascolarizzazione. Il risultato è una cute opaca, grigia e meno elastica.
  5. CREME GIUSTE: Dall’acidio ialuronico al glicolico, il prodotto cosmetico applicato a domicilio fa la differenza. Gli ultimi arrivati sono i prodotti a base di peptidi che hanno un’azione parafarmacologica. Sono proteine che stimolano la produzione di fibroblasti e collagene, arrivando alle cellule adipose sottocutanee, con grandi risultati.
  6. NON FINGERE: Non decidere di dimostrare meno anni di quelli reali,  ogni tentativo è patetico. Lo scopo della medicina estetica è far portare bene, a donne e uomini, la propria età.

 

Fonte: Ansa, Salute&Benessere
https://bit.ly/2IviVhf

Arriva Pedius, la App che consente alle persone non udenti di comunicare con la Famacia

Consentire ai clienti sordi di comunicare con noi in modo facile e veloce e rendere la nostra farmacia sempre di più un luogo di accoglienza e di fiducia per tutti.  Con questo duplice obiettivo, interno ed esterno, da oggi Farmacia Roma Est lancia Pedius, un’applicazione studiata per rendere accessibile il servizio telefonico alle persone non udenti.

Il progetto nasce per rispondere a una sfida importante: quella della piena integrazione delle persone sorde e della loro efficace comunicazione con il contesto ambientale in cui vivono. Per dar loro la possibilità e gli strumenti di prendersi cura della propria salute e benessere in piena autonomia, la soluzione è Pedius, una App totalmente gratuita e facilmente scaricabile da piattaforma IOS e Android, che consente di telefonare grazie alle tecnologie di sintesi e riconoscimento vocale.

 

Dal punto di vista tecnico, la chiamata avviene tramite VoIP dall’infrastruttura Pedius, che gestisce anche interamente il traffico telefonico, riconoscendo gli utilizzatori da un apposito prefisso. Durante la telefonata, l’utente può utilizzare la sua voce o scrivere i messaggi che verranno letti da una voce artificiale all’operatore telefonico; Pedius trascrive tutto in tempo reale. L’unico requisito richiesto per usufruire del servizio è un collegamento internet.

 

5 odori del corpo che segnalano problemi di salute

Vi sono casi in cui chi ci sta vicino può decisamente non sopravvivere all’odore che emaniamo. Spesso una bella doccia, un po’ di deodorante e un dentifricio alla menta potrebbero risolvere la situazione. Ma non è sempre così. Questo perché l’odore che emana il corpo può avere a che fare con la salute. Alcune malattie infatti producono un odore unico e caratteristico. Eccone cinque che potrebbero segnalare un problema più serio di una doccia saltata.

Il «profumo» del diabete
L’odore di acetone
, quello classico del solvente per smalto che in bocca può risultare quasi fruttato, è tipico dei pazienti con diabete di tipo 1 ed è il risultato della cosiddetta chetoacidosi: in sostanza l’organismo del diabetico, che non ha insulina, non riesce a usare il glucosio come fonte di energia e, per ottenerla, utilizza gli acidi grassi come «benzina». Un segno tipico, ma non è l’unico né il primo: il diabete di tipo 1 si manifesta con altri sintomi molto più eclatanti, dall’abbondanza di urina alla sete eccessiva, fino all’astenia e alla notevole perdita di peso non spiegata da altre cause.

Piedi che puzzano: il piede dell’atleta
Un odore molto sgradevole ai piedi, cattivo e persistente potrebbe indicare il piede d’atleta. Ma devono essere presenti anche altri sintomi. La pelle tra le dita dei piedi deve essere arrossata, secca, screpolata, addirittura possono presentarsi piccole ferite. Il piede d’atleta nasce da un mix di infezione fungina iniziale e infezione batterica che si va a sovrapporre alla prima. In pratica i funghi danneggiano la cute rendendola più molle e fragile e questo apre la porta al successivo attacco dei batteri. Per di più se ci si gratta per il fastidio causato dalla patologia e poi si toccano altre aree del corpo l’infezione può estendersi.

Feci maleodoranti: intolleranza al lattosio
Le feci e i gas intestinali maleodoranti possono essere un segnale di intolleranza al lattosio (zucchero contenuto nel latte e nei latticini), causata da una carenza dell’enzima lattasi nell’intestino tenue. Il lattosio non digerito viene spedito nel colon (invece che entrare in circolo attraverso il sangue), dove avviene la fermentazione che causa il cattivo odore. Spesso il paziente intollerante soffre anche di mal di pancia e diarrea.  Al paziente viene spesso consigliata una dieta senza latte e derivati. Un errore, perché in questo modo la persona si priva di nutrienti fondamentali: in molti casi è sufficiente ridurre la quantità di latticini. La dieta restrittiva va prescritta solo in caso di intolleranza conclamata.

Urine dall’odore sgradevole: infezione delle vie urinarie
Di norma la pipì dovrebbe essere limpida, di colore giallo paglierino e inodore. Può succedere però che abbia un odore molto sgradevole. Il sintomo può dipendere da molti fattori, tra cui l’alimentazione (asparagi, cavolfiori, aglio generano un odore forte e sgradevole) oppure l’utilizzo di alcuni antibiotici. Le urine maleodoranti però possono essere facilmente anche sintomo di infezioni urinarie: quando i batteri entrano nel tratto urinario e nell’uretra (il piccolo canale che consente all’urina di fuoriuscire), e poi si moltiplicano nella vescica causano l’infezione. Se l’odore sgradevole si manifesta saltuariamente e scompare nell’arco di 48 ore non c’è da preoccuparsi. Se invece persiste per tre o quattro giorni è opportuno rivolgersi al medico di famiglia, che prescriverà l’esame completo delle urine e l’urinocoltura.

Alitosi: può essere segnale di apnee notturne
Si parla di alitosi quando l’odore che esce dalla bocca diventa spiacevole. La maggior parte dei casi di alitosi è a partenza orale, ed è dovuta alla iper proliferazione della flora batterica o biofilm orale che a sua volta metabolizza le proteine presenti nel cavo orale in aminoacidi che a loro volta producono gas maleodoranti contenenti derivati dallo zolfo. Questo fenomeno si può verificare sia per una cattiva igiene orale, sia per secchezza del cavo orale come per esempio si può verificare in forti russatori , magari affetti anche da apnee notturne, dove la secchezza delle fauci con mancanza di saliva incoraggia una maggiore crescita batterica.

Detto questo bisogna dire che spesso l’origine dell’alitosi è la lingua, ove tra le papille possono crescere i batteri che danno luogo al cattivo odore, anche se una lingua patinata non è sinonimo di alitosi mentre è vero che i pazienti affetti da paraodontopatia hanno 6 volte più frequentemente lingua patinata e alitosi. Anche le gengive sono causa di alitosi specialmente quando presentano tasche retrattive o presenza di tartaro che incoraggiano una crescita anomala di batteri; cause meno frequenti sono rappresentate da patologia rinosinusale, patologia delle tonsille, reflusso esofageo, patologie sistemiche affliggenti fegato, polmoni, reni, neoplasie, diabete.

(Fonte: https://bit.ly/2HCfc0I)

 

Acqua e salute: 7 sintomi che indicano che non bevi abbastanza

Bere molta acqua è importante. Il nostro corpo è costituito dal 70% di acqua e senza una sufficiente idratazione potrebbe funzionare meno bene. Una buona idratazione non solo influenza positivamente la tua salute, ma ti permetterà di avere anche una pelle più bella, unghie più forti e capelli più lucidi. Il tuo corpo ti dà segnali chiari quando non bevi abbastanza.

Mal di testa e vertigini – Quando non bevi abbastanza acqua potresti essere soggetto più spesso a mal di testa e, forse, anche a vertigini. Questo succede perché il corpo, carente di acqua, ritira l’umidità dal cervello, e questo può anche causare dei capogiri. In questo caso bevi dell’acqua appena possibile!

Costipazione intestinale e urine scure – L’urina sana è di colore chiaro e non ha un forte odore. Quando invece bevi troppo poco, la tua urina si presenta più scura e può odorare di più. Inoltre, il colon estrae l’umidità dalle feci. Quanto più il corpo è carente di acqua, tanto più le feci rischiano di divenire dure e secche. Pertanto, la carenza di acqua nel corpo può causare costipazione intestinale.

Problemi di concentrazione – Anche solo una piccola carenza di acqua nel corpo può essere un fattore principale nella mancanza di concentrazione e nella perdita di vigilanza. Ti sembra di avere difficoltà a concentrarti? Risveglia il tuo cervello bevendo un grande bicchiere d’acqua!

Alito cattivo – Quando hai una carenza di liquidi, il corpo riduce la quantità di saliva. Hai bisogno di saliva per mantenere la tua bocca pulita e sana. La saliva contiene sostanze antibatteriche che impediscono l’alitosi. Bevi di più per evitare l’alito cattivo!

Fatica – Il torpore e l’affaticamento possono ovviamente avere molte altre cause, ma a volte la fatica è facile da rimediare bevendo abbastanza acqua. Se non assorbe abbastanza acqua, il corpo potrebbe mettersi in una specie di dormiveglia. Ciò consente al corpo di risparmiare energia e umidità per prevenire una grave disidratazione. Sei spesso stanco senza una buona ragione? Bevi un bicchiere d’acqua in più al giorno!

Dolori articolari o muscolari – La disidratazione può avere delle conseguenze anche sulle articolazioni. Lo strato protettivo tra le articolazioni diventa più sottile, causando dolore a ogni movimento. Inoltre, i muscoli diventano meno flessibili e ciò può creare un forte dolore muscolare.

Pelle e labbra secche o screpolate – L’idratazione mantiene la pelle elastica. Poiché la pelle è l’organo più grande del tuo corpo, sarà sulla pelle che vedrai i primi segnali di una buona o cattiva idratazione. Se sei disidratato, la pelle sarà più asciutta e tesa. Soprattutto le labbra, dove la pelle è naturalmente già asciutta e tesa, avranno la tendenza a screpolarsi.

Cibo e infanzia: come scegliere i prodotti sani per i nostri bambini

Le preparazioni alimentari destinate all’infanzia oggigiorno sono diverse e di facile reperibilità sugli scaffali dei supermercati. Ma attenzione, molti tra questi prodotti  vengono reclamizzati come adatti alla prima infanzia, quando in realtà non lo sono. II tutto enfatizzato da réclame, spot, nomi e immagini di bebè anche se non hanno tali requisiti. Piccolini, stelline, biscotti spesso, sono considerati dalle mamme alimenti per la prima infanzia. Il problema riguarda la presenza di residui di antiparassitari e micotossine, che per legge nei cibi per i più piccoli devono essere praticamente assenti.

Non si tratta degli unici alimenti che “cercano di sembrare ciò che non sono”. E’ sufficiente recarsi al supermercato per accorgersi che non è così facile distinguere i veri baby food da altri prodotti pensati per l’infanzia, ma destinati alla pappa dei bambini dopo i 3 anni.

Sugli scaffali si trovano molte confezioni con colori, immagini e forme che lasciano intendere di essere di fronte a cibi adatti ai più piccoli. La pasta ha un formato ridotto, i vasetti di yogurt e formaggini sono mignon, le paste ripiene e i sughi pronti riportano in etichetta indicazioni salutistiche per favorire il consumo di verdure, mentre su biscotti, cereali per la prima colazione e merendine impazzano personaggi dei cartoni animati, fotografie e colori chiaramente riferiti ai più piccoli.

Ma attenzione! Quando si opta per un prodotto non specifico per l’infanzia bisogna scegliere prodotti con una lista degli ingredienti corta, possibilmente senza coloranti, edulcoranti e additivi. Che si tratti di alimenti confezionati o freschi, è importante variare il più possibile il menù: per tipo e qualità di cibo, modalità di cottura, marca, produttore. È il modo migliore per rendere completa la dieta e minimizzare il rischio di mangiare sempre uno stesso additivo o sostanza tossica.