Vacanza a 4 zampe: comportamenti da adottare nell’estate 2020

Quando si tratta di ferie occorre riorganizzarsi anche in base alle esigenze dei propri amici a 4 zampe. Ecco alcune indicazioni, valide soprattutto per l’estate 2020 che ci vede alle prese con l’emergenza Covid-19.

La vacanza ideale per le esigenze dei nostri animali da compagnia è quella nella casa di campagna o in agriturismo, ma anche al mare esistono strutture che hanno tutto il necessario per far vivere in tranquillità la vacanza al nostro amico a 4 zampe. Ad ogni modo, ci sono comportamenti che ogni padrone dovrebbe tenere sempre a mente, sia al mare che in montagna.

  • La salute
    Prima del viaggio porta l’animale dal veterinario per assicurarti che sia in buona salute e, durante la vacanza, bisogna avere con sé il libretto sanitario, con tutti i suoi dati aggiornati e in regola con le vaccinazioni di routine.
  • La cura viaggio
    Non lasciare mai da solo nella macchina chiusa il tuo animale domestico. Cani e gatti hanno bisogno di poter viaggiare in sicurezza: il cane può viaggiare nell’abitacolo con le apposite cinture di sicurezza agganciate alla pettorina, per il gatto è necessario il trasportino.
  • Il rispetto delle regole
    Tieni in considerazione le regole nelle strutture ricettive o nei luoghi all’aperto, come in spiaggia. Accertati che strutture ricettive e spiagge possano ospitare gli animali. Poi occorre tenere il cane al guinzaglio e assicurarsi che non abbia comportamenti fastidiosi nei confronti degli altri ospiti dell’albergo o degli altri bagnanti in spiaggia. Anche per il gatto in spiaggia potrebbe essere necessario il guinzaglio per evitare che l’animale scappi via con il rischio che possa perdersi.

Nell’estate 2020 alle prese con il Covid-19 ci sono Regioni che danno più libertà e altre meno. Ad esempio, nel Lazio non ci sono misure specifiche in merito alla questione. Comunque, sono presenti sul territorio tante spiagge libere e attrezzate che accolgono ogni anno bagnanti a due e quattro zampe. Diverso, per fare un esempio, il caso della Toscana: l’accesso in spiaggia, ad esempio è vietato ai cani anche se al guinzaglio. Per i nostri amici a quattro zampe sono però adibite specifiche zone chiamate Bau beach. Dunque, prima della partenza occorre informarsi preventivamente della situazione e delle regole imposte nella regione in cui si passerà la vacanza.

E se non è possibile portarli con noi?

In caso di vacanze che non abbiano strutture pet-friendly, alcuni possono contare sul sostegno di amici e parenti. Per gli altri, c’è l’assoluta necessità di trovare una soluzione.
Una delle alternative è quella delle pensioni per cani e gatti. Si tratta di strutture dove cani e gatti possono continuare la loro vita casalinga sotto la cura costante di persone esperte. Importante è che esse rispettino le regole sanitarie e abbiano del personale strettamente qualificato. Il consiglio è quello di portare l’animale in pensione per periodi brevi prima della vacanza: si potrà abituare e si potrà verificare come reagisce e come viene curato.
L’alternativa è quella di ricorrere ad un pet sitter, che di solito si occupa di pochi animali contemporaneamente. Solitamente il pet sitter può svolgere il servizio a domicilio oppure ospitare l’animale domestico del proprietario a casa sua.

 

 

Le allergie estive non vanno in vacanza, ecco quelle più pericolose

Crostacei, frutta e ambrosia

Contengono allergeni e potenzialmente il parassita allergizzante, l’anisakis, in grado di provocare orticaria e persino shock anafilattico. Anche nella buccia della frutta con l’osso come pesche, albicocche e susine sono contenute sostanze allergizzanti, ecco perché è meglio mangiarle sbucciate. Tra i sintomi allergici provocati troviamo il prurito alla lingua o il classico nodo in gola. Anche l’ambrosia, pianta estiva che fiorisce nelle zone adiacenti a strade e ferrovie, può causare asma, rinite e lacrimazione.

Escrementi degli acari, punture di insetti e meduse

Gli acari, o meglio i loro escrementi celati nei luoghi più impensabili delle nostre case come divani e materassi possono provocare reazioni allergiche. Occhio anche alle punture di api, vespe e calabroni. Durante l’estate questi insetti tendono a pungere di più: escono, soprattutto, quando mangiamo o beviamo all’aperto in spiaggia, in piscina o nei prati. Se è normale che si gonfi un po’ la parte di pelle che è stata punta, non è normale che il gonfiore e il rossore si estendano per diversi centimetri, si corre il rischio di avere uno shock anafilattico. Anche le punture di medusa sono molto dolorose e possono portare ad una reazione anafilattica grave,  soprattutto se si è compiuto uno sforzo fisico al momento della puntura o se si sono assunti antiinfiammatori nei giorni precedenti.

Crema Solare 

Alcuni soggetti sono allergici ai filtri solari chimici che, se da una parte proteggono meglio la pelle, dall’altra risultano essere allergenici per una percentuale maggiore di persone. Si raccomanda di preferire creme solari e cosmetici con un ridotto numero di ingredienti; prima di acquistare un nuovo prodotto, si consiglia di leggere attentamente la lista dei componenti contenuti. Il nostro consiglio è di rivolgervi al vostro medico di famiglia in caso di dubbio e in presenza di reazioni cutanee.

Pollini

I sintomi principali delle reazioni allergiche al polline sono di tipo respiratorio, come naso chiuso o che cola e starnuti frequenti, oppure gonfiore, lacrimazione o bruciore agli occhi, tosse, prurito alla gola e al palato. In alcuni casi, si possono anche avere grosse difficoltà a respirare e deglutire. Questi sintomi sono comuni a molte altre malattie o disturbi. Il consiglio che vi diamo è sempre quello di chiedere un parere al vostro medico di base che potrà prescrivervi test affidabili per la diagnosi delle allergie.

La Società italiana di allergologia, asma ed immunologia clinica, SIAAIC, ha diffuso un vademecum sulle allergie estive e sui consigli per il ridurre il rischio di essere punti dagli insetti:

  • non indossare abiti dai colori sgargianti o con stampe floreali;
  • non usare profumi o cosmetici profumati, lacca o altre essenze odorose dolci o floreali;
  • non fare movimenti bruschi in caso di avvicinamento a questi insetti;
  • non camminare scalzi;
  • indossare pantaloni e maglie a maniche lunghe quando possibile;
  • indossare guanti in caso di attività a diretto contatto con la natura come il giardinaggio;
  • utilizzare lozioni anti-puntura per tenere lontani gli insetti.

Le vitamine: dalla A alla E, ecco dove trovarle e perché fare il pieno di benessere

La vitamina A

Rafforza e mantiene sana la pelle, i capelli e le mucose, protegge dalle infezioni i polmoni ed è un prezioso presidio curativo nel trattamento dell’acne e delle foruncolosi. Inoltre partecipa ai processi enzimatici necessari al corretto sviluppo delle ossa e al buon funzionamento del sistema ovarico e testicolare, ed è indispensabile sia per la salute e il funzionamento della retina, che in gravidanza, per garantire lo sviluppo embrionale e il normale processo di crescita del feto, regolando la differenziazione dei tessuti.

Si trova in natura in due forme: il retinolo, cioè la vitamina A già attiva che proviene da fonti di origine animale, e i carotenoidi, suoi precursori presenti nelle verdure a foglia verde scuro e nella frutta tipicamente estiva di colore giallo-arancio (albicocche, carote, zucca, pesche, mango, melone).  Ed è proprio il betacarotene a favorire l’abbronzatura più intensa. Via libera a centrifugati di frutta e verdura ricchi di questa sostanza per una bella tintarella.

Lvitamina B

Le vitamine del gruppo B sono dei micronutrienti fondamentali per il nostro organismo e per il nostro benessere quotidiano perché trasformano il cibo in energia. Svolgono diverse funzioni e devono essere assunte in relazione al fabbisogno giornaliero previsto, che varia anche in base all’età, al sesso e alle condizioni fisiologiche. Ecco dove trovarle:
B1- alimenti di origine animale, come carne di maiale e fegato, ne sono ricchi anche i cereali integrali: pasta e pane, i legumi, la frutta secca e i funghi.
B2 e B3 – alimenti di origine animale, cereali integrali, uova, latte e vegetali a foglia verde. La B3 si trova inoltre nel pesce e nel pollo.
B5 – funghi, patate, lievito di birra e noci
B6 – piselli, spinaci e banane
B7 – tuorlo d’uovo e carne.
B9 ovvero l’acido folico – verdure a foglia verde, lievito e fegato. Cereali integrali, frutta e legumi ne contengono una quantità minore.
B12 – alimenti di origine animale: la carne, le frattaglie, il pollo, il latte e i suoi derivati, le uova, il pesce e i molluschi.

La vitamina C

Rinforza il sistema immunitario, protegge dalle infezioni, contrasta i radicali liberi: questi sono solo i più noti tra gli effetti benefici della vitamina C, o acido ascorbico, un biocatalizzatore davvero fondamentale per la funzionalità dell’intero organismo. La vitamina C interviene nella formazione delle ossa, della pelle e dei denti; sostiene l’attività muscolare, partecipando alla produzione di energia a livello cellulare. E non è tutto: favorisce l’assorbimento del ferro da parte dell’intestino e la sua successiva distribuzione nell’organismo. Fare scorta di ferro mangiando più carni rosse servirebbe a poco, se non accompagnassimo la bistecca con una quantità abbondante di vegetali freschi.  Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono: alcuni frutti come  agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie ecc., alcune verdure quali lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti ecc., alcuni ortaggi tra cui broccoli, cavoli, cavolfiiori, pomodori, peperoni, i tuberi: patate soprattutto se novelle.

Consiglio del farmacista

La papaia fermentata è tra gli integratori naturali più ricchi di vitamina C. Si acquista in bustine o in sciroppo. Le dosi medie (variabili a seconda del prodotto) sono: 25 ml di sciroppo due volte al giorno. Oppure, una bustina al dì, lontano dai pasti

Vitamina D

Aiuta le ossa: mantenere buoni livelli di questa vitamina significa prevenire fratture e, nel tempo, la osteoporosi. Utile anche per i muscoli perché attiva alcuni meccanismi di trasporto del calcio, essenziali per la contrazione muscolare. Favorisce inoltre la salute del cuore, visto che i processi che regolano la coagulazione del sangue e la pressione arteriosa dipendono anche dai suoi livelli. Nelle donne aumenta la regolarità del ciclo e attenua sintomi come l’acne, nei casi in cui questa deriva da un eccesso di ormoni maschili. La vitamina D aiuta a mantenere alti i livelli di leptina, l’ormone che regola il senso di sazietà. Alimenti ricchi di vitamina D sono i pesci cosiddetti grassi, come il pesce spada, lo sgombro, il tonno, lo storione, le sardine, l’aringa e l’anguilla. Bene è anche l’apporto di fegato, burro, formaggi grassi e tuorlo d’uovo: tutti alimenti che devono però essere ben dosati per non eccedere con i grassi saturi. In natura le fonti di approvvigionamento di vitamina D sono due: la luce del sole e gli alimenti. Bastano 40 minuti al giorno in maglietta e pantaloni corti d’ estate per fare una scorta per tutto l’inverno.

La vitamina E

Migliora l’idratazione della pelle e la mantiene elastica, prevenendo rughe, macchie solari e invecchiamento cutaneo grazie alle sue elevate proprietà antiossidanti. Portiamo in tavola quindi cereali integrali, un po’ di frutta secca e condiamo gli alimenti con olio extravergine di oliva tutte fonti di vitamina E.

 

Bambini, i nostri consigli per un’estate in salute

L’estate è sinonimo di benefici per l’umore e la salute, per noi e per i nostri piccoli. Infatti, le giornate calde e soleggiate sono fonte naturale di vitamina D. Ma l’eccessiva esposizione a radiazioni UV può produrre effetti poco piacevoli come scottature, foto-cheratiti e foto-congiuntiviti. Per questo è importante fare attenzione all’esposizione dei bambini al sole.

Per evitare rischi è bene seguire alcuni semplici consigli:

  • Idratazione – far bere spesso i bambini, soprattutto quelli più piccoli che si disidratano più facilmente. Preferibilmente prodotti non zuccherati.
  • Neonati – tenere i bambini di età inferiore a 12 mesi sempre al riparo dalla luce diretta del sole.
  • Esposizione – non esporre i piccoli nelle ore più calde della giornata, dalle 11.00 alle 16.00, la loro pelle è molto delicata e i raggi UVA molto forti. Proteggerli con abbigliamento adeguato, cappellino e occhiali.
  • Protezione – applicare filtri solari a fattore di protezione elevato e adeguato al fototipo, ovvero facendo particolare attenzione nel caso di carnagione chiara e capelli rossi o biondi. I filtri solari non sono un modo per prolungare il tempo di esposizione al sole, per aumentarne l’efficacia protettiva è meglio applicarli prima di uscire all’aperto. Anche se è riportata la dicitura “resistente all’acqua” riapplicare la protezione dopo ogi bagnetto.
  • Sudamina o miliaria – in estate i bambini sono soggetti all‘infiammazione cutanea provocata dall’ostruzione dei dotti escretori. Utilizzare dei prodotti che contengono amido in modo da adsorbire il sudore in eccesso e lenire la pelle. É possibile aggiungere l’amido in polvere anche al bagnetto dei nostri piccoli. In farmacia trovate la linea Amidomio Euphidra specifica per queste problematiche della pelle.

Pressione bassa, consigli per combatterla in estate

Il caldo eccessivo può giocare brutti scherzi a chi soffre di pressione bassa ovvero inferiore ai 90-60 mmHg. I soggetti più fragili sono gli anziani, che hanno problemi di termoregolazione, i bambini e le donne in gravidanza o in allattamento. Il gran caldo favorisce la dilatazione dei vasi riducendo i valori della pressione. Il nostro organismo è dotato di un complesso sistema che consente di adattarsi al variare delle temperature esterne. Ma, col passare degli anni o in presenza di alcune condizioni (diabete, obesità, malattie cardiovascolari, neurologiche), comincia a perdere colpi ed espone al rischio di incorrere nell’ipertermia o addirittura in un colpo di calore, che rappresenta un’emergenza medica. Anche l’assunzione di alcuni farmaci, come diuretici e antipertensivi (beta-bloccanti, ACE-inibitori o sartani), ma anche quelli contro le allergie e il Parkinson, può contribuire a peggiorare il fenomeno. Le terapie non vanno però sospese autonomamente, ma solo dopo aver consultato il proprio medico curante.

Alcuni consigli per difendersi dalle ondate di calore e dai disturbi indotti dal caldo come la pressione bassa:

  • Mantenere un adeguato stato di idratazione, bevendo spesso acqua, anche se non si avverte lo stimolo della sete e integrando, se si ha una sudorazione abbondante, con sali minerali.
  • Preferire un’alimentazione ricca di frutta e verdura perché aiuta a mantenersi idratati, ma i pasti dovranno comunque essere leggeri.
  • Evitare le bevande alcoliche e quelle contenenti caffeina perché possono peggiorare la disidratazione
  • Soggiornare in un ambiente arieggiato e non eccessivamente umido: un elevato tasso di umidità ambientale rende inefficace la sudorazione, che è il principale mezzo che ha l’organismo per disperdere calore.
  • Vestire preferibilmente tessuti leggeri e freschi come il lino o il cotone.
  • Per l’attività fisica all’aperto, i cardiologi raccomandano di evitare le ore più calde (dalle 12 alle 15), di bere prima, durante e dopo l’esercizio e di indossare un cappello e indumenti leggeri e traspiranti.
  • Fare la doccia a temperatura tiepida, mentre è preferibile evitare di restare immersi nella vasca da bagno riempita di acqua calda.
  • Fare attenzione ai campanelli d’allarme di una condizione di “surriscaldamento” e di iniziale disidratazione quali malessere generale, irritazione, vertigini, cefalea, nausea, accelerazione del battito cardiaco, crampi, cute e mucose secche, aumento della temperatura corporea. Se si è sorpresi da un repentino calo, stendersi subito a terra, sollevare le gambe ed eventualmente praticare qualche esercizio muscolare come stringere i pugni ripetutamente per qualche secondo.
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Macchie della pelle, i migliori rimedi naturali per eliminarle

Dovute all’eccessiva produzione di melanina, le macchie della pelle si formano per cause che vanno dall’età, agli sbalzi ormonali, fino alle scottature. Oggettivamente fastidiose dal punto di vista estetico, possono essere eliminate ricorrendo ad alcuni efficaci e semplici rimedi naturali.

  • Il succo di limone – Il limone dona luminosità alla cute e attenua le macchie della pelle. Basta passarne qualche goccia sul viso la sera prima di coricarsi, meglio se appena spremuto. La presenza di vitamina C favorisce la formazione di collagene e migliora l’elasticità della pelle.
  • Il bicarbonato di sodio – Ottimo esfoliante in grado di schiarire rapidamente le macchie cutanee. Per prepararlo è necessario unire acqua tiepida e bicarbonato di sodio. Il composto va applicato sui punti critici dove sono presenti le macchie e lasciato a riposo per 15 minuti circa. Risciacquare e asciugarsi.
  • L’aceto di mele – Se passato sulle macchie cutanee è in grado di schiarirle e di rendere il colorito della pelle più uniforme. Basta applicarlo sul punto della pelle che si desidera trattare, lasciare agire per una ventina di minuti e sciacquare con acqua fredda. Utilizzare un panno morbido per asciugarsi.
  • La cipolla – Ricca di zolfo e vitamina C, aiuta a rigenerare la pelle, levigando macchie cutanee e rughe. È consigliabile procurarsi del succo da strofinare sui punti del viso o del corpo interessati dalla presenza di macchie. Lasciar riposare per una decina di minuti e lavare con acqua fredda.
  • L’aglio – In virtù dei suoi preziosi oli essenziali, è un eccellente elisir contro le macchie della pelle causate dall’avanzare dell’età. Per contrastare le macchie cutanee basta prendere uno spicchio d’aglio e strofinarlo sui punti critici, ripetendo la procedura più volte al giorno.
  • Il gel di aloe vera – Se applicato sui punti caratterizzati dalla presenza di macchie della pelle un paio di volte al giorno, è in grado di attenuarle efficacemente. Questo rimedio naturale è particolarmente utile in caso di macchie cutanee causate da eccessiva esposizione al sole.
  • La maschera con fragole tritate e succo di limone – Realizzata a casa contrasta anche le macchie della pelle più scure. Il trattamento va ripetuto almeno una volta alla settimana, lasciando riposare il composto sul viso per circa mezz’ora e risciacquando tutto con acqua fredda.

 

Ciclo mestruale, cure e rimedi che puoi usare per il dolore di quei giorni

Ne soffre la maggior parte delle donne, con un disagio a volte accentuato al quale, però, di solito non corrisponde una condizione patologica. Il dolore mestruale associato al ciclo mensile (dismenorrea) si manifesta con contrazioni dolorose nella parte bassa dell’addome, che possono diffondersi fino alla schiena e alle cosce. Il dolore può essere intenso, oppure meno forte ma costante e può variare tra un mese e l’altro. Inoltre, in alcuni casi, può presentarsi anche in assenza di mestruazioni. Abbiamo risposto a 3 delle domande più frequenti.

Quali medicinali si possono usare?

Nella maggior parte dei casi per attenuare il disturbo è sufficiente assumere antidolorifici acquistabili senza ricetta su consiglio del farmacista, a base di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come acido acetilsalicilico, naprossene, ibuprofene e altri. Questi medicinali vanno evitati se si soffre di asma, disturbi di stomaco, problemi al fegato o ai reni. Inoltre, l’acido acetilsalicilico non andrebbe preso al di sotto dei 16 anni di età. Si può provare ad alleviare il dolore pure con il paracetamolo anche se è stato dimostrato che questo farmaco ha minore efficacia. Se gli usuali antidolorifici dovessero rivelarsi inefficaci allora il medico di famiglia potrebbe indicare farmaci più forti per dosaggio e per principi attivi.

Esistono terapie per risolvere alla radice  il problema?

Il medico potrebbe prescrivere un metodo contraccettivo (pillola combinata) con cui assottigliare il tessuto dell’utero – così da attenuare le contrazioni necessarie a espellere il flusso mestruale, del quale si riduce anche la quantità – e limitare il rilascio delle prostaglandine che accentuano le stesse contrazioni. Se questo non dovesse rivelarsi efficace per attenuare il dolore, il medico potrebbe consigliare l’impiego di sistemi di contraccezione basati su impianti o iniezioni , oppure di dispositivi intrauterini.

Che fare per ridurre il fastidio?

  1. Smettere di fumare. Il fumo accresce il dolore.
  2. Fare esercizio fisico. Anche se durante il ciclo non ci si sente molto in grado, è bene mantenersi in attività praticando, senza sforzare, nuoto, ciclismo o anche solo camminate.
  3. Applicare sull’addome qualcosa di caldo, p.es. una sacca termica o una borsa dell’acqua calda.
  4. Fare un bagno o una doccia caldi per rilassare i muscoli.
  5. Praticare un massaggio circolare e leggero sulla parte bassa dell’addome.
  6. Fare un’attività di rilassamento come yoga o pilates in modo da allentare la sensazione di dolore.
  7. Sottoporsi a una stimolazione elettrica nervosa transcutanea (TENS) che crea un passaggio di corrente elettrica a bassa tensione sull’addome, allo scopo di stimolare specifiche fibre nervose tanto da produrre una sensazione di formicolio sulla pelle.

 

Gravidanza e post-parto ai tempi del Coronavirus

In questo momento in Italia ci sono migliaia di donne in gravidanza e da gennaio ad oggi sono nati circa 80.000 bambini (circa 1200 al giorno). La maggior parte dei neonati torna a casa entro i primi tre giorni dopo il parto. In ospedale l’accesso è regolamentato a dovere, proprio per limitare i contatti e ridurre il rischio di contagio. A casa, nessuno può regolamentare, se non noi stessi.

I clinici cinesi, che per primi si sono confrontati con il Coronavirus, hanno valutato l’impatto del virus sulla gravidanza, sulla donna in gravidanza e sul feto e hanno scoperto che, sebbene le donne in gravidanza abbiano un rischio di ammalarsi sovrapponibile a quello delle altre persone, allo stato attuale sembra che il Coronavirus NON passi la placenta e quindi ci permette di dire, almeno stando a questi primi studi, che il bimbo in utero è al sicuro. Questo ci permette di canalizzare tutti i nostri sforzi nel ridurre il rischio di contagio per le donne in gravidanza, in modo da tutelare la loro salute.

Le donne incinte DEVONO osservare le stesse norme previste per tutti:

  • evitare di uscire in luoghi pubblici
  • evitare i luoghi affollati
  • mantenere una distanza di almeno un metro dal prossimo
  • evitare il contatto fisico
  • lavarsi accuratamente le mani con il sapone evitando di toccarsi il volto
  • stare lontano dalle persone che presentano segni o sintomi di infezione respiratoria in genere
  • dedicarsi a se stesse e al loro bambino, senza altri pensieri

Siamo in una condizione nuova, mai vista prima d’ora per le nostre generazioni, e dunque occorre la responsabilità di tutti e qualche piccola rinuncia, soprattutto in vista del parto e del puerperio, che sono momenti molto impegnativi, dal punti di vista delle risorse fisiche e psichiche, e dunque bisogna prepararsi ad affrontarli al meglio e bisogna delegare agli altri tutto ciò che si può delegare. Le puerpere che tornano a casa devono essere consapevoli che oltre al carico normale legato al puerperio,  hanno anche il carico dato dall’epidemia in corso.

I neonati, una volta fuori dall’utero materno, hanno gli stessi rischi di tutti noi di incontrare il virus e ammalarsi: non sappiamo ancora nulla di come il coronavirus si comporti nei neonati, e questa assenza di conoscenza scientifica ci chiede una ulteriore cautela collettiva.

Come comportarsi – Qual è il codice di comportamento più adeguato? 

1) Fare gli auguri a mamma e papà a distanza e chiedere se hanno bisogno di qualche aiuto pratico

2) Stare lontani dalla casa del bimbo, almeno finchè l’emergenza coronavirus non sarà passata, e privilegiare i contatti telematici

3) Se i genitori, che magari rientrano nella categoria degli scettici, vi invitano a casa, evitate comunque assembramenti e avviciniamoci al bambino con moderazione, deferenza e rispetto, uno alla volta, chiedendo il permesso SENZA toccarlo

4) Se co-abitiamo con i neo-genitori dobbiamo ricordarci di evitare luoghi affollati e occasioni di contagio, stare a distanza, lavarci le mani, NON toccare la nostra faccia, NON toccare quella del bambino e nemmeno le sue mani o altre parti del suo corpo che lui possa poi mettere in bocca. Stare a un metro di distanza dalla nuova famiglia è quello che ci vuole in questo momento storico.

5) Se abbiamo bambini piccoli potenzialmente esposti al contagio e possibili vettori privilegiati, non andare a trovare il neonato.

6) Se vogliamo manifestare il nostro affetto alla neo-mamma e al neo-papà possiamo farlo facendo tante altre cose per loro, facendo la spesa, cucinando, facendo piccole commissioni o servizi, ma limitando il più possibile i contatti diretti

Il neonato al tempo del Coronavirus sta comodissimo in braccio alla sua mamma e al suo papà. Non ha bisogno di altre braccia che vanno e che vengono: se sapremo aspettare, arriverà un momento più opportuno per le coccole in sicurezza.

Conseguenze fisiche e psicologiche dell’epidemia 

Ci troviamo a fronteggiare per la prima volta dal dopoguerra una situazione di emergenza pubblica mai sperimentata prima. Questa sensazione di allarme, di confusione sul da farsi, di assenza di controllo e di attesa forzata di tempi migliori può scatenare una notevole ansia e condizionare fortemente i nostri comportamenti e il nostro stato d’animo. Considerando che la gravidanza e il post-parto sono due momenti che già in condizioni normali si associano a una rivoluzione interiore e a una lunga serie di cambiamenti sul piano individuale, di coppia e relazionale, va da sé che dover fronteggiare oltre che gli aspetti fisiologici del cambiamento anche l’emergenza sanitaria può scatenare uno stress molto importante.

È piuttosto tipico delle neo-madri associare la cura amorevole del neonato all’aumento della vigilanza, della protettività e della preoccupazione, soprattutto durante la prima esperienza di genitorialità o a seguito di precedenti complicanze. Questo fondo di preoccupazione e di controllo tende ad attenuarsi via via che, settimana dopo settimana, i genitori e il bambino iniziano a conoscersi meglio e ad acquisire maggiore sicurezza e confidenza nelle proprie capacità.

Inserire in questo delicato equilibrio dinamico una preoccupazione angosciosa come quella che stiamo vivendo in questi giorni può trasformare l’accudimento in ansia e la naturale protettività in iperprotettività. Le madri hanno bisogno a loro volta di sentirsi protette e di non dover aggiungere preoccupazioni a quelle che già normalmente possono girare loro nella testa dopo il parto.

I padri possono esercitare in parte questa opera di protezione, ma a loro volta, in un momento di questo tipo, hanno bisogno anch’essi di una base sicura per potersi orientare, perché sono persone, non automi, e non è mai piacevole vedere la propria compagna preoccupata e non riuscire a fare nulla.

I neonati in tutto ciò, hanno delle microscopiche antennine wireless e si accorgono benissimo se la mamma è spaventata e il papà non riesce a rassicurarla. Questo si traduce in un generale senso di tensione e nervosismo, che non fa bene a nessuno.

Per questi motivi è importante che le donne in gravidanza ed i neogenitori adottino i piccoli accorgimenti indicati dall’OMS e dal Ministero della Salute, chiedendo a parenti ed amici di rispettarli senza se e senza ma.

Le attuali raccomandazioni sono riassunte e pubblicate (con costanti aggiornamenti) anche sul sito della Associazione CiaoLapo ETS per la tutela della gravidanza e della salute perinatale (www.covid.ciaolapo.it).

Coronavirus: cos’è e come proteggersi

Un Coronavirus è una classe di virus che causa malattie a carico principalmente dell’apparato respiratorio. A seconda della persona che viene contagiata, e dalla condizione del suo sistema immunitario, i Coronavirus possono provocare disturbi che variano dal comune raffreddore a sindromi respiratorie più gravi.

Il nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) è il responsabile della nuova “Sindrome Respiratoria acuta grave coronavirus 2”. Secondo gli esperti, questo nuovo ceppo sarebbe il “fratello” di quello che causò la SARS  nei  primi anni 2000. La malattia provocata dal nuovo Coronavirus è stata chiamata COVID-19, ovvero Corona Virus Disease.

Per informazioni più approfondite puoi cosultare il sito del Ministero della Salute

Riconosciamo insieme i sintomi

Sono molto variabili perché dipendono sia dal virus sia dalla persona che viene infettata. I sintomi più frequenti sono:

  • Febbre;
  • Difficoltà respiratorie;
  • Tosse.

Nei casi più gravi può causare sindrome respiratoria acuta grave, polmonite e raramente persino la morte (in soggetti molto compromessi). Le persone più sensibili alle forme gravi sono gli anziani e quelli con patologie croniche (immunosoppressi, patologie cardiache …).

Come effettuare la diagnosi?

Come abbiamo visto, i sintomi sono molto simili e sovrapponibili ad una comunissima sindrome influenzale. Quindi l’unico modo per riconoscere il nuovo Coronavirus è eseguire degli esami di laboratorio. Se vuoi, puoi anche approfondire la situazione del Coronavirus in Italia.

Come avviene la trasmissione del virus (da persona a persona)?

Il nuovo coronavirus viene trasmesso principalmente per contatto diretto e stretto con una persona infetta. La via di trasmissione sono le goccioline respiratorie e quindi tramite:

  • Saliva (tosse e starnuti)
  • Mani (toccando con le mani superfici contaminate e a seguito bocca ed occhi)

Dieci regole da seguire per proteggersi dal Coronavirus

Come ci consiglia anche il Ministero della Salute e la Regione Lazio, ci sono alcune regole da rispettare per proteggersi e proteggere dal Coronavirus.

  1. Lavarsi spesso le mani (con igienizzanti a base di Alcool o Cloro)
  2. Evitare il contatto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  3. Non toccarti bocca, naso e occhi con le mani
  4. Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
  5. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
  6. Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  7. Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
  8. I prodotti made in China e  i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  9. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus
  10. Contatta il numero 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

GEL MANI : La nostra soluzione disinfettante

Il nostro laboratorio produce il GEL DISINFETTANTE MANI A BASE DI ALCOL. Il prodotto è disponibile a seconda delle necessità ed è fornito anche nei propri contenitori.

Alimentazione dopo le feste: 8 cibi detox perfetti per sgonfiarsi

Per depurarsi dopo le feste dobbiamo affidarci a dei cibi specifici dal potere detox e drenante che, più di altri, sono in grado di aiutarci in questa impresa, velocizzando la nostra remise en forme. Introdurli nelle settimane successive al 6 gennaio è un’ottima mossa per garantire una rapida “disintossicazione” dagli eccessi natalizi senza però ritrovarsi a fare una dieta rigida e difficile da seguire. Selezionare gli alimenti giusti e trovare delle ricette sane e gustose al tempo stesso è il modo ideale per tornare in forma ed evitare di sentirsi gonfi e appesantiti.

Di seguito puoi trovare la lista dei super food dal potere detox perfetti per il dopo-feste con i benefici e le proprietà di cui godono e che ti aiuteranno a ritrovare in fretta il tuo peso forma dopo le faticose settimane delle feste natalizie.

  1. Zenzero
    È un alimento perfetto per depurare l’organismo, digerire e combattere la nausea: insomma, l’ideale per rimettere a posto uno stomaco in subbuglio dopo le feste di Natale. Può essere aggiunto come spezia a vellutate e zuppe, mangiato a fette (zenzero disidratato) oppure in infusione, come tisana.
  2. Cavoletti di Bruxelles
    Non particolarmente amati dai più per via di un odore non proprio piacevole, i cavoletti di Bruxelles sono in realtà un vero toccasana per il fisico. Sono ricchi di fibre, vitamine e dei cosiddetti “composti fitochimici”, sostanze con molte proprietà benefiche.
  3. Mirtilli rossi
    Noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, i mirtilli rossi godono di moltissimi benefici, tra cui riduzione del rischio di malattie cardiache, infarti, pressione sanguigna alta e obesità. In più, sono degli ottimi alleati della digestione.
  4. Carciofi
    I carciofi rappresentano un altro alimento detox altamente efficace: hanno un effetto diuretico, facilitano lo smaltimento delle tossine e purificano l’intestino.
  5. Lenticchie
    Ricche di fibre e di valori nutrizionali ma povere di calorie, le lenticchie aiutano la digestione e il funzionamento dell’intestino, rappresentando un vero toccasana contro stitichezza e gonfiore.
  6. Finocchi
    Anche i finocchi sono particolarmente indicati in una dieta disintossicante: hanno un potere depurativo, contengono poche calorie e stimolano la diuresi, aiutando le funzioni intestinali.
  7. Barbabietole rosse
    Ricche di vitamine e minerali e poco caloriche, le barbabietole rosse sono un elemento fondamentale in una dieta detox. Grazie alle loro proprietà antiossidanti, aiutano il fegato e la cistifellea a eliminare le tossine e svolgono un’azione fortemente depurativa.
  8. Curcuma e altre spezie in sostituzione del sale
    Abbandonate il sale a vantaggio di spezie dalle proprietà disintossicanti tra cui rosmarino, timo, cumino, curcuma. In particolare quest’ultima svolge un’azione purificante e antinfiammatoria.