Dolori mestruali, come combatterli senza farmaci

Spesso considerato un taboo, il ciclo è una realtà molto fastidiosa per le donne, con dolori annessi e connessi. Le mestruazioni sono il modo in cui l’organismo espelle la parete uterina (endometrio) che è stata preparata per accogliere un eventuale uovo fecondato. Le contrazioni che servono per sfaldare e espellere questa parete possono essere più o meno forti. Sicuramente i fattori psichici condizionano intensità e durata dei dolori mestruali, ma la causa principale si deve al fatto che l’endometrio, specie nel periodo mestruale, produce notevoli quantità di prostaglandine, che, in concentrazioni elevate, generano delle contrazioni uterine rilevanti che possono causare dolore nel basso ventre.

COSA FARE

 

  1. Allontanare lo stress: l’ansia e la preoccupazione possono aggravare i sintomi mestruali.  Acquisire tecniche di respirazione e di meditazione può essere utile per diminuire il senso di ansia ed irritabilità che caratterizza il periodo mestruale.
  2. Stare al caldo e massaggiarsi: applicare una borsa dell’acqua calda sull’addome. Il calore applicato direttamente in loco attenua il dolore, rilassa i muscoli addominali ed allevia i crampi. Anche un bagno caldo può alleviare il dolore addominale, oltre a generare una piacevole sensazione di benessere e rilassamento. Praticare un massaggio a livello del basso ventre, conferisce un immediato sollievo ed attenua il dolore mestruale.
  3. Alimentazione: dilazionare i pasti giornalieri in tanti piccoli spuntini. Controllare la fame preferendo alimenti integrali (pasta, riso) e ricchi in fibre (lenticchie e ceci). Se necessario, integrare la dieta con una supplementazione di vitamine e Sali minerali (soprattutto calcio, magnesio, potassio). Bere liquidi caldi (brodo, latte, tè deteinato, minestre).
  4. Fare sport: praticare esercizio fisico costante. Lo sport è un rimedio particolarmente efficace per l’umore. Seguire corsi yoga, pilates o qualsiasi altra forma di rilassamento, in modo che oltre al fisico ne possa beneficiare anche la psiche.

COSA NON FARE

 

  1. Indossare abiti stretti, pantaloni troppo aderenti, collant elastici e cinture strette: un simile comportamento può potenziare il dolore addominale dipendente da mestruazioni.
  2. Bere alcolici: l’alcol può fomentare la sensazione di gonfiore, già di per sé importante durate le mestruazioni
  3. Assumere caffeina e fumare.
  4. Assumere diuretici (salvo diversa indicazione medica). La somministrazione di questi farmaci favorisce una maggior escrezione di sali minerali (oltre all’acqua).
  5. Inserire frequentemente tamponi vaginali durante la mestruazione. Un utilizzo frequente di assorbenti interni può accentuare il dolore e la sensazione di fastidio ed irritazione locale. Si consiglia di alternare l’utilizzo di tamponi interni con assorbenti esterni o coppette mestruali.
  6. Abbuffarsi: la fame “anomala” che caratterizza il periodo mestruale dev’essere tenuta sotto controllo.

 

 

 

 

Batteri, al nostro naso bastano 5 minuti per difenderci

Il nostro naso ci difende dai batteri.  All’ospedale universitario Eye and Ear del Massachusetts hanno appena scoperto un meccanismo di difesa contro i patogeni che non era mai stato osservato prima: le cellule dell’epitelio nasale rilasciano delle vescicole (gli esosomi) che contengono molecole killer, enzimi che uccidono tanto quanto gli antibiotici, e fondendosi con altre cellule le armano contro gli aggressori. Lo studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology rivela che le cellule dell’epitelio nasale, soprattutto quelle della parte anteriore, sono un po’ come dei soldati in trincea, la nostra prima linea di difesa.

Finora non si conosceva il livello di complessità delle strategie utilizzate. Come è noto il naso produce muco grazie al quale i microrganismi vengono inglobati e neutralizzati. Ma perché il muco poi viene spinto verso il fondo del naso per essere deglutito invece di venire espulso? Perché nel muco si trovano tracce di proteine delle cellule nasali? È da questi interrogativi che i ricercatori sono partiti per la loro indagine. Così hanno utilizzato campioni di tessuto nasale prelevati da pazienti per ottenere cellule da coltivare in laboratorio e su cui fare esperimenti. In particolare i ricercatori volevano vedere cosa succede durante il primo contatto con i batteri e quello che hanno visto è che entro 5 minuti si attiva un meccanismo di risposta immunitaria innata che stimola il rilascio di milioni di esosomi, delle microscopiche vescicole che contengono proteine e rna. In realtà, i ricercatori hanno scoperto che gli esosomi vengono rilasciati normalmente nel muco ma quando l’organismo viene aggredito il numero di vescicole espulse raddoppia. La scoperta è stata poi confermata dalle osservazioni in vivo, cioè direttamente nei pazienti.

A cosa servono dunque gli esosomi rilasciati dalle cellule nasali? Secondo gli autori dello studio queste vescicole contengono enzimi con attività antimicrobica estremamente potente, simile a quella degli antibiotici. Disperse nel muco, tali proteine uccidono i batteri. Ma non è tutto. Oltre a essere un’arma diretta contro i patogeni, gli esosomi fungono anche da messaggeri e da supporto operativo: spinti all’indietro dal movimento delle ciglia presenti nel naso, le vescicole raggiungono le cellule che si trovano più in profondità nelle vie aeree e si fondono con loro per fornire informazioni sull’attacco e predisporre la difesa. I meccanismi di questa strategia difensiva non sono ancora del tutto chiari, ma gli autori della ricerca ritengono di aver trovato un buon punto di partenza, che fa pensare che in futuro si potranno sviluppare degli esosomi artificiali che consentano, per esempio, di veicolare farmaci in profondità nell’albero respiratorio.