Alimentazione dopo le feste: 8 cibi detox perfetti per sgonfiarsi

Per depurarsi dopo le feste dobbiamo affidarci a dei cibi specifici dal potere detox e drenante che, più di altri, sono in grado di aiutarci in questa impresa, velocizzando la nostra remise en forme. Introdurli nelle settimane successive al 6 gennaio è un’ottima mossa per garantire una rapida “disintossicazione” dagli eccessi natalizi senza però ritrovarsi a fare una dieta rigida e difficile da seguire. Selezionare gli alimenti giusti e trovare delle ricette sane e gustose al tempo stesso è il modo ideale per tornare in forma ed evitare di sentirsi gonfi e appesantiti.

Di seguito puoi trovare la lista dei super food dal potere detox perfetti per il dopo-feste con i benefici e le proprietà di cui godono e che ti aiuteranno a ritrovare in fretta il tuo peso forma dopo le faticose settimane delle feste natalizie.

  1. Zenzero
    È un alimento perfetto per depurare l’organismo, digerire e combattere la nausea: insomma, l’ideale per rimettere a posto uno stomaco in subbuglio dopo le feste di Natale. Può essere aggiunto come spezia a vellutate e zuppe, mangiato a fette (zenzero disidratato) oppure in infusione, come tisana.
  2. Cavoletti di Bruxelles
    Non particolarmente amati dai più per via di un odore non proprio piacevole, i cavoletti di Bruxelles sono in realtà un vero toccasana per il fisico. Sono ricchi di fibre, vitamine e dei cosiddetti “composti fitochimici”, sostanze con molte proprietà benefiche.
  3. Mirtilli rossi
    Noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, i mirtilli rossi godono di moltissimi benefici, tra cui riduzione del rischio di malattie cardiache, infarti, pressione sanguigna alta e obesità. In più, sono degli ottimi alleati della digestione.
  4. Carciofi
    I carciofi rappresentano un altro alimento detox altamente efficace: hanno un effetto diuretico, facilitano lo smaltimento delle tossine e purificano l’intestino.
  5. Lenticchie
    Ricche di fibre e di valori nutrizionali ma povere di calorie, le lenticchie aiutano la digestione e il funzionamento dell’intestino, rappresentando un vero toccasana contro stitichezza e gonfiore.
  6. Finocchi
    Anche i finocchi sono particolarmente indicati in una dieta disintossicante: hanno un potere depurativo, contengono poche calorie e stimolano la diuresi, aiutando le funzioni intestinali.
  7. Barbabietole rosse
    Ricche di vitamine e minerali e poco caloriche, le barbabietole rosse sono un elemento fondamentale in una dieta detox. Grazie alle loro proprietà antiossidanti, aiutano il fegato e la cistifellea a eliminare le tossine e svolgono un’azione fortemente depurativa.
  8. Curcuma e altre spezie in sostituzione del sale
    Abbandonate il sale a vantaggio di spezie dalle proprietà disintossicanti tra cui rosmarino, timo, cumino, curcuma. In particolare quest’ultima svolge un’azione purificante e antinfiammatoria.

Feste natalizie, 7 semplici consigli per passarle in serenità e salute

Questo è un periodo di relax e spensieratezza, ma anche di malanni stagionali. Ognuno di noi dovrebbe fare attenzione a preservare il bene più prezioso per passare le feste in serenità, la salute. Ecco alcuni consigli che potrebbero essere molto utili.

  1. Attento agli sbalzi di temperatura: non sono le temperature fredde a farci ammalare, ma gli sbalzi di temperatura.
  2. Calore per respirare meglio: bevande  e tisane calde, brodi e zuppe favoriscono il benessere respiratorio, alleviano irritazioni e infiammazioni e ti aiutano ad arrivare in forma per le feste.
  3. Fai attenzione alla qualità dell’aria: sotto le feste passerai più tempo in ambienti chiusi o dentro casa. E’ importante deumidificare e umidificare questi ambienti e favorire il ricambio d’aria.
  4. Attenzione agli incidenti domestici:  guai a lasciare accesi caminetti, stufe, fornelli o candele. E a Capodanno bisogna lasciar maneggiare i fuochi d’artificio solo dai professionisti.
  5. Prepara il cibo con cura: fai attenzione all’igiene in cucina per allontanare il rischio contaminazioni. Pulisci spesso le superfici, non lasciare alimenti deperibili fuori dal frigo più di due ore e cuocere e refrigerare in modo corretto.
  6. Mangia sano e sii attivo: in particolare non esagerare con i grassi, il sale e lo zucchero. Infine, anche in vacanza non bisognerebbe dimenticare di fare attività fisica, almeno due ore e mezza a settimana se si è adulti, e un’ora al giorno se si è bambini o adolescenti.
  7. Viaggia in sicurezza: mettiti le cinture quando sei in macchina e fai sedere i bambini sugli appositi seggiolini. Mai guidare dopo aver bevuto alcolici.

 

Alito cattivo, cause, consigli e rimedi per risolvere l’alitosi

L’alitosi è una condizione molto comune che colpisce circa il 25% della popolazione. In generale, le cause dell’alitosi
sono da ricercarsi nel 90% in condizioni alterate presenti a carico della bocca, nel 10% sono invece supportate da patologie presenti in altri distretti dell’organismo. Carie, gengiviti e una scorretta igiene orale frequentemente portano a sviluppare alitosi, che spesso costituisce addirittura un sintomo precoce della parodontite.

Cause
I batteri anaerobi, ovvero quelli che sopravvivono in assenza di ossigeno, proliferando all’interno delle tasche parodontali producono composti volatili solforosi (CVS) responsabili del cattivo odore; i batteri si organizzano formando un biofilm contenente questi composti dello zolfo responsabili principali del cattivo odore trasmesso e percepito attraverso la respirazione e la fonazione. Anche il fumo di sigaretta contribuisce a peggiorare alitosi e
parodontite ed è quindi un fattore di rischio comune che sarebbe indispensabile mettere sotto controllo
per avere successo nella terapie di entrambe le condizioni cliniche.

Un’altra causa dell’alitosi è la presenza della placca batterica o sul dorso della lingua (si va a depositare tra una papilla gustativa e l’altra) o presente negli spazi interdentali. Ad aggiungersi il ruolo fondamentale della saliva in quanto ha la duplice funzione di detersione e di effetto tampone. La riduzione del flusso salivare può avere un impatto enorme nella genesi dell’alitosi; la sua  mancanza può essere influenzata da molte condizioni: i farmaci antidrepressivi, antipsicotici, diuretici e antipertensivi, le malattie delle ghiandole salivari (diabete, sindrome di Sjogren), la chemioterapia e la radioterapia influenzano negativamente qualità e quantità di saliva prodotta.

Diagnosi e terapia
Nonostante l’alitosi sia una condizione molto comune, l’autodiagnosi non è sempre facile ed è buona regola affidarsi ad un Odontoiatra o a un igienista dentale per effettuare una valutazione corretta. L’esame più utilizzato è quello organolettico (il cosiddetto sniff test) nel quale il professionista esamina attraverso il proprio olfatto la presenza o meno di alitosi. La terapia è ovviamente strettamente correlata alla diagnosi. Il professionista deve intervenire
sulle patologie del cavo orale eventualmente presenti e istruire il paziente ad avere una corretta igiene
orale. È necessario fare attenzione a detergere accuratamente anche gli spazi interdentali con lo scovolino o con il filo interdentale, non dimenticando mai di pulire il dorso della lingua con lo spazzolino stesso o con presidi specifici (puliscilingua o netta lingua – air abrasion con polvere di eritritolo da parte del professionista).

Qualora vi sia una diagnosticata riduzione della quantità di saliva prodotta è essenziale prendere alcuni accorgimenti: il professionista è in grado di suggerire strategie per mantenere umettato il cavo orale, così come dare consigli alimentari che aiutino la gestione dell’alitosi, a volte introducendo dei gel orali sostitutivi o integratori della saliva.

E se la causa non fosse la bocca?
Bisogna sempre rivolgersi al proprio dentista qualora si abbia la sensazione di alito cattivo. Ma la causa potrebbe non essere all’interno della bocca: gastriti, patologie del fegato, disturbi gastrointestinali e difficoltà nella digestione, diabete non compensato possono avere questo sintomo come manifestazione a distanza di un problema metabolico o infiammatorio. Comunque non affidarti alla solita caramella, allo spray orale o al collutorio senza aver ben compreso quale sia lo stato di salute del cavo orale e non solo. Impara a riconoscere i campanelli di allarme e non sottovalutarli!

I consigli del farmacista

  • Controlla spesso le tue gengive.
  • Stai attento che non ci sia sanguinamento delle gengive! Se ci fosse rivolgiti sempre ad uno specialista, meglio se un parodontologo. La parodontite è tra le prime cause di alitosi.
  • Non sottovalutare l’alitosi: consulta lo specialista prima di decidere quale prodotto usare; spesso il collutorio non è sufficiente.
  • Ricordati di usare lo scovolino o il filo interdentale in base ai consigli del tuo Igienista dentale.
  • Alcuni farmaci causano diminuzione del flusso salivare: attenzione in questi casi all’igiene orale, all’alimentazione e all’apporto di acqua.
  • Lo spazzolamento dei denti deve essere efficace nella rimozione della placca: valuta assieme al tuo Igienista dentale l’opportunità di passare alla detenzione con spazzolino elettrico.

 

Fonte: https://bit.ly/2RYtj8U

Perché sentiamo dolore alle ginocchia e articolazioni quando piove?

Molte persone avvertono dolore alle articolazioni quando piove o sta per piovere e addirittura alcuni sostengono di riuscire a prevedere il brutto tempo proprio grazie ai loro acciacchi.  Qualcuno potrebbe pensare si tratti di suggestione, invece sembra ci sia una ragione scientifica al dolore articolare associato al maltempo. Secondo l’associazione messicana ‘‘Una Sonrisa al Dolor’, che si occupa di fornire assistenza ai pazienti con patologie reumatiche, l’umidità atmosferica influenza il liquido sinoviale presente nelle articolazioni mobili.

Il liquido sinoviale forma una sorta di cuscinetto che smorza l’attrito tra le ossa delle articolazioni e, quando la pressione atmosferica si abbassa, questo liquido si espande leggermente. Se le articolazioni sono in buona salute, generalmente non si avverte alcun fastidio, ma se le articolazione sono usurate o danneggiate, l’espansione del liquido sinoviale può provocare dolore. Quando la pressione atmosferica si abbassa, i sintomi in chi soffre di reumatismi possono peggiorare a causa dei barocettori, recettori che reagiscono alle variazioni di pressione, inviando segnali al sistema nervoso centrale. Inoltre, quando fa freddo, muscoli, tendini e legamenti si irrigidiscono maggiormente, peggiorando la situazione.

Chi ha problemi articolari può dunque avvertire un forte dolore alle ginocchia, spalle, gomiti, anche, dita delle mani e ad altre articolazioni quando c’è molta umidità, oppure in caso di pioggia e basse temperature. La soluzione a questi disagi potrebbe essere quella di riscaldare la zona interessata con borse dell’acqua calda, cuscini riscaldati, cerotti che rilasciano calore e altri rimedi. Le articolazioni possono anche essere massaggiate con creme o unguenti con proprietà analgesiche e antinfiammatorie, per lenire il dolore.

 

Fonte: https://bit.ly/2RXM6kD

 

 

Come usare la carta stagnola e le teglie in alluminio senza rischi per la salute

Sono tornati alla ribalta i rischi per la salute legati all’utilizzo dell’alluminio a contatto con i cibi e in particolare della pellicola di alluminio, utilizzata per conservare e cuocere gli alimenti. Per fare chiarezza il Ministero della Salute ha lanciato una campagna per informare sul corretto uso dell’alluminio per la conservazione e la cottura degli alimenti.

Dalle analisi effettuate dal dipartimento di chimica dell’Università di Milano e dall’Istituto Superiore di Sanità, è emerso che la carta di alluminio a contatto con cibi acidi o durante la cottura rilascia particelle che migrano all’interno degli alimenti. L’alluminio è un metallo tossico per il quale l’Efsa ha fissato limiti di esposizione, che non devono essere superati: una persona che pesa 60 chilogrammi, ad esempio, non dovrebbe ingerire più di 60 milligrammi di alluminio alla settimana. Poiché le fonti di alluminio sono diverse – possiamo infatti trovare tracce di questo metallo in numerosi alimenti e anche nell’acqua – è importante limitare il più possibile l’esposizione a questo composto e utilizzare correttamente la carta stagnola.

Il rilascio di particelle di alluminio dai materiali a contatto con gli alimenti dipende da diversi fattori tra cui la modalità d’uso, la composizione dell’alimento, la temperatura e il tempo di conservazione. Per aiutare i consumatori a usare nel modo corretto la pellicola di alluminio, il Ministero della Salute ha lanciato una campagna con cui fornisce informazioni utili per limitare i fenomeni di migrazione. In particolare, la carta di alluminio e i contenitori prodotti con questo materiale non devono essere usati a contatto con alimenti acidi o salati.  Attenzione quindi a capperi sotto sale, alici, alimenti conditi con succo di limone, aceto o sale.

Recipienti e fogli monouso non vanno riutilizzati e bisogna prestare attenzione a non graffiare con posate o spugne abrasive il rivestimento di alluminio di pentole e padelle antiaderenti. Inoltre, contenitori e fogli di alluminio dovrebbero essere utilizzati per conservare alimenti in frigorifero o in congelatore e solo alcuni cibi possono rimanere a contatto con l’alluminio a temperatura ambiente per più di 24 ore. Tra questi rientrano:

  • Cacao, cioccolato, caffè e zucchero;
  • Spezie ed erbe per infusi;
  • Prodotti di panetteria, paste alimentari secche e prodotti da forno;
  • Cereali, legumi secchi e prodotti derivati;
  • Frutta secca, funghi secchi e ortaggi essiccati;
  • Confetti.

Il Ministero ricorda che in ogni caso il rischio tossicologico dell’alluminio nei soggetti adulti sani è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione. Diverso è il discorso per alcuni gruppi di popolazione: donne in gravidanza, bambini sotto i 3 anni di età, anziani oltre i 65 anni e persone con malattie renali sono più vulnerabili alla tossicità dell’alluminio e devono prestare particolare attenzione.

L’alluminio è in ogni caso un materiale che richiede risorse per essere estratto e smaltito, dunque è sempre preferibile optare per materiali più sostenibili. Per la cottura dei cibi, meglio scegliere pentole di coccio o acciaio e pirofile in ceramica, mentre per la conservazione si possono utilizzare contenitori in vetro. Per trasportare il cibo fuori casa esistono poi soluzioni sicure ed ecologiche come la pellicola compostabile e i tovaglioli di stoffa, anche imbevuti di cera d’api per renderli impermeabili. Cercare di limitare l’uso dell’alluminio in cucina è sicuramente la scelta migliore sia per la nostra salute sia per l’ambiente.