10 buoni propositi per la salute nel 2023

Che posto ha la tutela della salute nella tua lista di buoni propositi per il 2023?
Screening periodici, stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente, supporto alle fragilità: ci sono degli obiettivi che non puoi rimandare o trascurare, per il benessere tuo e di chi ami.
Ecco 10 buoni propositi per il nuovo anno appena iniziato:

1. Dieta sana e bilanciata

Una dieta è sana ed equilibrata quando fornisce una sufficiente quantità di tutti i nutrienti indispensabili per il corretto funzionamento e la salute dell’organismo. Un modello di alimentazione equilibrata capace di influire positivamente sulla nostra salute, riconosciuto da numerosi studi scientifici e pubblicazioni, è la dieta mediterranea, uno stile di vita alimentare ispirato alle tradizioni alimentari dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Tuttavia, la determinazione di una dieta è da fare insieme a chi ha le competenze giuste. In Farmacia Roma Est puoi entrare facilmente in contatto con un medico specialista della nutrizione e ricevere una consulenza personalizzata.

2. Moderata attività fisica

Per attività fisica moderata si intende quella attività fisica che per quantità, durata e intensità comporti un leggero aumento della respirazione e del battito cardiaco o un po’ di sudorazione, come per esempio camminare a passo sostenuto, andare in bicicletta, fare ginnastica dolce, ballare, fare giardinaggio o svolgere lavori in casa come lavare finestre o pavimenti.

3. Ridurre l’uso di alcolici

L’abuso o il consumo non responsabile di alcol possono portare ad un rapido invecchiamento e deterioramento del corpo con il serio pericolo dell’insorgenza di malattie correlate al fegato come la cirrosi epatica. La riduzione o il completo abbandono del consumo di alcol porta a benefici fisici quasi immediati e permette una regressione delle malattie anche croniche alcol-correlate.

4. Screening periodici

La strategia più efficace contro molte patologie si chiama prevenzione. Possiamo ridurre il rischio di ammalarci adottando uno stile di vita salutare e migliorare le possibilità di cura intercettando in tempo eventuali malattie, grazie alla diagnosi precoce. I controlli periodici sono uno strumento utilissimo per verificare le proprie condizioni di salute e per scoprire precocemente gli eventuali problemi. È però necessario usare con intelligenza questa opportunità, per evitare sprechi e diagnosi inutili. Ecco perché gli esami vanno programmati in maniera personalizzata, secondo la situazione individuale e seguendo le indicazioni del medico curante.

5. Smettere di fumare

Smettere di fumare è benefico per tutto l’organismo. Infatti, progressivamente migliorano i problemi cardiocircolatori, la salute dei polmoni, l’aspetto della pelle, dei denti e della bocca, la vitalità del cuoio capelluto e la forza dello scheletro. Inoltre, cala gradualmente il rischio di sviluppare numerose neoplasie e affezioni polmonari di carattere cronico. Per alcuni miglioramenti, occorre tempo (anche 20 anni); per altri, sono sufficienti poche ore o giorni.

6. Donare il sangue

Donare sangue fa bene anche al donatore. Non perché si sottopone a un salasso (utile per le malattie da accumulo di ferro nel sangue, oggi poco praticato), ma perché l’azione del donare comporta una presa di coscienza dell’individuo, che è stimolato a mantenere uno stile di vita sano. Donare sangue, quindi, vale il doppio, perché salva la vita a chi riceve il sangue e mantiene sano il donatore. Infatti, il sangue raccolto, prima di arrivare al letto del paziente, è controllato sia per scoprire la presenza di virus infettivi che possono trasmettere epatiti e Aids, sia per scoprire valori ematochimici che possono rivelare malattie del donatore.

7. Vaccinarsi per prevenire infezioni

La vaccinazione è un efficace metodo di contrasto alle malattie infettive: stimola la produzione da parte dell’organismo delle difese immunitarie, utilizzando piccolissime parti dei microrganismi infettivi o delle loro tossine rese innocue, oppure utilizza i microrganismi stessi, inattivati e quindi non pericolosi. I benefici prodotti dai vaccini, sia per l’individuo che per la collettività, sono molto superiori ai rischi. Nella maggior parte dei casi, chi si vaccina non trasmette le malattie e inoltre vaccinando un’alta percentuale di individui vengono protetti anche i soggetti più deboli (neonati, donne in gravidanza, individui immunodepressi) che non possono vaccinarsi. Questo meccanismo viene chiamato immunità di gregge e può condurre ad una riduzione dei casi e anche alla scomparsa della malattia (es. vaiolo).

8. Supporto psicologico nei momenti difficili

Il sostegno psicologico nelle situazioni difficili aiuta a superare i momenti più delicati della vita con serenità ed equilibrio. È un percorso breve e mirato che aiuta a superare momenti di vita difficili trovando nuove vie grazie anche ad adattamento e resilienza. Avere un sostegno psicologico può essere particolarmente utile durante momenti difficili della vita, come durante la carriera universitaria, nei periodi precedenti alla laurea, dopo aver subito un lutto, in caso di problemi nel matrimonio, dopo la nascita di un figlio, con l’arrivo del pensionamento e tutte quelle situazioni stressanti che sentiamo di non riuscire ad affrontare in modo adeguato e che ci provocano malessere o disagio.

9. Prendersi cura di chi è fragile

A volte può essere difficile ricordare quanto sia gratificante e salutare assistere i propri cari. Le cure che offri ai tuoi genitori, nonni e/o altri familiari e amici in condizioni di salute fragili fanno davvero la differenza. Assistere chi ami può essere tante cose insieme, sia un lavoro d’amore che uno stress per ambo le parti. In ogni caso, è di certo una esperienza che molti di noi avranno e apprezzeranno nel corso della vita.

10. Maggiore rispetto per l’ambiente

Tutelare l’ambiente e prendersene cura è fondamentale per il benessere e lo sviluppo della società. L’essere umano fa parte di un ecosistema complesso, fatto di risorse e di equilibri che devono essere garantiti e salvaguardati affinché l’uomo stesso possa garantire un futuro prospero alle generazioni che verranno. Prendersi cura dell’ambiente è una responsabilità di tutti, in primis di ciascun individuo, il quale è chiamato a seguire alcuni semplici ma fondamentali gesti quotidiani per garantire la salvaguardia dell’ambiente che lo circonda per sé e per gli altri.

Cicatrici: 5 rimedi naturali se desideri nasconderle

Le cicatrici non sono tutte uguali, sono presenti in forme e dimensioni diverse e cancellare questi segni visibili sul proprio corpo è il desiderio di molte persone.

Cosa fare se si desidera nascondere le cicatrici?

Esistono determinati casi in cui le cicatrici possono assumere non solo delle forme particolari, ma possono cambiare colore rendendosi molto più evidenti sulla nostra pelle.

Se la volontà è quella di nasconderle o renderle meno visibili, ecco di seguito alcuni metodi:

  • Succo di limone: il succo di limone aiuta a rimuovere le cellule epiteliali morte, facendo inoltre riacquistare alla pelle elasticità. Essendo un ossigenante naturale, aiuta a schiarire le cicatrici. Come utilizzarlo: applicare sulla cicatrice aiutandosi con un batuffolo di cotone e lasciarlo agire 15 minuti prima di sciaquare.
  • Miele: è un idratante naturale e stimola la rigenerazione dei tessuti. Come utilizzarlo: unire in quantità uguali miele e bicarbonato, applicare e massaggiare la zona interessata, e far riposare con un panno caldo sopra l’area, dopo 5/10 minuti pulire.
  • Estratto di cipolla: antinfiammatorio che aiuta rendendo la cicatrice meno visibile.
  • Pasta di cetriolo: acquistabile o preparabile in casa, rende la pelle più morbida e tonica. La pasta può essere preparata sbucciando, tagliando e tritando i cetrioli con qualche foglia di menta. Il composto andrà poi unito con l’albume d’uovo montato a parte. Dopo l’applicazione, lasciare agire per 20 minuti e risciacquare.
  • Olio d’oliva: come il limone ha proprietà schiarenti, perché ricco di antiossidanti e vitamine E e K.

Quando la cicatrice è molto importante potrebbe necessitare di trattamenti specifici, in questo caso consultare un dermatologo, che saprà consigliarvi il trattamento più idoneo.

Fonte: https://bit.ly/3iZv8Sx

I bambini e la vitamina D, tutto ciò che c’è sapere

Che cos’è e dove si trova?

La vitamina D viene normalmente prodotta nella pelle che, grazie ai raggi solari e in particolare alle radiazioni ultraviolette, trasforma il deidrocolesterolo, un derivato del colesterolo, in vitamina D3 o colecalciferolo. Ma la vitamina D3 non è ancora attiva: deve passare prima nel fegato e poi nel rene per diventare un vero e proprio ormone: il 25-(OH) 2 -colecalciferolo.

La maggior parte della vitamina D che ci occorre viene prodotta dalla pelle esposta ai raggi solari. La vitamina D è contenuta anche in alcuni alimenti: soprattutto il pesce grasso come il salmone, le aringhe, le sardine e il fegato di pesce (olio di fegato di merluzzo), il tonno in scatola, il tuorlo d’uovo, il burro, le verdure a foglia verde e alimenti addizionati con vitamina D come alcuni tipi di latte.

A cosa serve e a cosa fa bene?

La vitamina D è essenziale per promuovere l’assorbimento del calcio dall’intestino e il riassorbimento del calcio e del fosforo da parte del rene. È indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa e per conferire loro la solidità e la resistenza che le caratterizzano. Studi recenti suggeriscono che la vitamina D promuove anche il funzionamento del sistema immunitario e alcune funzioni neuromuscolari.

Chi può avere bassi livelli di vitamina D?

L’attuale stile di vita rende difficile la produzione di una quantità sufficiente di vitamina D: i bambini trascorrono moltissime ore in ambienti chiusi, a scuola e a casa, al PC, occupati con lo smartphone o davanti a un televisore; molte attività sportive si svolgono in ambienti chiusi.

Per giunta sappiamo che un’eccessiva esposizione ai raggi del sole favorisce l’insorgenza di melanoma e altri danni alla pelle e la proteggiamo con prodotti che non lasciano passare i raggi ultravioletti.

Quanto agli alimenti ricchi di vitamina D, quasi nessuno incontra i favori dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Insomma: non stupisce che molti studi condotti in questi ultimi anni dimostrino che molti di loro hanno bassi livelli di questa vitamina.

Quando sospettare una mancanza o carenza di vitamina D?

Nei primi due anni di vita la carenza di vitamina D si manifesta con il rachitismo, espressione di inadeguata mineralizzazione dell’osso in crescita con deformazioni dello scheletro.

Oggi il rachitismo, nel nostro Paese è molto raro anche se talvolta lo si può diagnosticare nei piccoli bambini di pelle scura – soprattutto di origine africana – che proprio per via del colore della loro pelle sono meglio protetti dai raggi ultravioletti ma sintetizzano meno vitamina D.

Il rachitismo si manifesta solitamente con un ingrossamento dei polsi e delle caviglie, la comparsa di nodosità al torace (il cosiddetto “rosario rachitico”), il rammollimento delle ossa del cranio (cranio “a pallina di ping pong”) e l’incurvamento delle ossa lunghe degli arti inferiori.

Nelle età successive l’ipovitaminosi D si manifesta con debolezza muscolare, una netta diminuzione della densità ossea e un aumentato rischio di fratture.

Possono esserci rischi da eccesso di somministrazione?

Le ipervitaminosi (eccesso di vitamina D) si verificano esclusivamente per un’eccessiva somministrazione di farmaci che contengono vitamina D. Non si conoscono casi di ipervitaminosi causati da eccessiva esposizione al sole o da eccessiva assunzione di alimenti che contengono vitamina D.

I sintomi dell’ipervitaminosi sono causati dall’eccessivo assorbimento di calcio che determina un aumento della calcemia (concentrazione di calcio nel sangue), nausea, vomito, diarrea e, se l’ipervitaminosi si protrae nel tempo, danni renali e cardiaci causati dal deposito di calcio nel rene e nel cuore.

Quando è necessaria l’integrazione di vitamina D?

Sulla base delle linee guida nazionali e internazionali, si consiglia la supplementazione di vitamina D solamente nei primi 12 mesi di vita, al dosaggio di 400 U.I. al giorno.

Dopo l’anno di età, l’integrazione con vitamina D è indicata solo in alcune categorie a rischio (in particolare, bambini con patologie croniche che comportano un ridotto assorbimento intestinale della vitamina).

Perché i livelli di vitamina D siano adeguati, è comunque consigliabile che i bambini e gli adolescenti seguano una dieta varia ed equilibrata e svolgano frequenti attività all’aria aperta.

 

Fonte: https://bit.ly/3igSPVT

L’aerosol per raffreddore e mal di gola: quando è utile e quando evitarlo?

L’aerosol è l’apparecchio nebulizzatore che trasforma una soluzione di farmaci in goccioline. Quest’ultime, una volta nebulizzate, vengono respirate da chi ne ha bisogno attraverso una maschera facciale o un boccaglio e, dunque, introdotte nell’organismo, direttamente nel sistema respiratorio.

Solitamente impiegato per curare e prevenire alcune patologie dell’apparato respiratorio, l’aerosol è considerato particolarmente efficiente perché i principi attivi farmacologici possono essere dosati e mescolati secondo le esigenze del paziente. Il medico, infatti, prescrive un determinato mix che viene riposto in un’ampolla prima di essere nebulizzato.

Cosa si mette nell’aerosol?

I farmaci da utilizzare con il nebulizzatore possono essere diversi, a seconda del problema per il quale vengono prescritti, per esempio:

  • broncodilatatori, che aiutano ad aprire le vie aeree e facilitano la respirazione;
  • soluzione salina sterile, che può rendere più fluido il muco e quindi aiutare a espellerlo;
  • antibiotici, per contrastare una grave infezione respiratoria.

Può essere utile consultarsi con il proprio medico anche sulla scelta dell’apparecchio nebulizzatore da acquistare e su come utilizzarlo, tenendo presente che in genere hanno tutti in dotazione sia la maschera facciale che il boccaglio. A seconda della patologia da curare e del farmaco che si introduce nel nebulizzatore, e quindi della dimensione delle gocce nebulizzate, che dovrebbe essere molto piccola, tra 0,5 e 5 micron, può essere meglio uno dei due.

Cosa si cura con l’aerosol?

Il principale vantaggio dell’aerosol, rispetto ad altre modalità di somministrazione di farmaci, è che permette di trattare le malattie che interessano l’apparato respiratorio facendo arrivare il medicinale fino alle basse vie aeree.

È usato soprattutto nella cura di:

  • bronchiolite
  • bronchite asmatica
  • asma bronchiale
  • BPCO
  • fibrosi cistica.

Può aiutare anche nella risoluzione della laringite e, in alcuni casi, in altre patologie di naso e gola.

L’aerosol per il mal di gola e raffreddore serve?

L’aerosol è un alleato prezioso per la salute dell’apparato respiratorio, ma attenzione a non abusarne. Spesso utilizzato anche per contrastare mal di gola e raffreddore, soprattutto nei bambini, ma non è una soluzione universale. Va ricordato, infatti, che il raffreddore è una malattia di stagione che procede naturalmente verso la guarigione, nella maggior parte dei casi, e non necessita di un intervento medico. Essendo di origine virale, inoltre, l’eventuale assunzione di antibiotici non servirebbe; su consiglio del medico, si può invece ricorrere all’uso di soluzione salina per lavaggi nasali e altri prodotti decongestionanti, che alleviano i sintomi respiratori.

Altrettanto utile è mantenere il livello di umidità nell’ambiente in una percentuale compresa tra il 45 e il 55% e tenere la temperatura domestica attorno ai 20 °C.

Altre buone pratiche per favorire un veloce decorso di mal di gola e raffreddore, senza dover ricorrere all’aerosol, consistono nel lavarsi spesso le mani e cambiare con frequenza i fazzoletti che si utilizzano, soprattutto se di stoffa.

Aerosol per bambini

I farmaci somministrati con un nebulizzatore vengono frequentemente utilizzati nei pazienti pediatrici per ridurre l’infiammazione delle vie aeree e facilitare la rimozione del muco. Tuttavia, bisogna ricordare che la terapia con aerosol non è sempre efficace e, soprattutto, lo è solo se eseguita nel modo corretto.

Utile per trattare le patologie che interessano i bronchi, per esempio l’asma, la bronchiolite o il broncospasmo, l’aerosol non lo è, invece, per altre malattie respiratorie, come il raffreddore o il mal di gola, e questo vale anche per gli adulti, come abbiamo già ricordato. Gli esperti spiegano che è infatti una strategia inefficace: secondo i dati, infatti, in più del 50% dei casi in cui viene utilizzato l’aerosol, in Italia, è inutile e talvolta addirittura controproducente.

Patologie come rinofaringite, faringo/tonsillite, otite media acuta e altri malanni di stagione vanno trattate in maniera differente. Per esempio, i pediatri suggeriscono piuttosto di assicurarsi di essere sempre ben idratati ed effettuare frequenti lavaggi nasali per poter eliminare muco e catarro.

L’aerosolterapia, inoltre, può essere una vera sfida: i piccoli, infatti, possono sentirsi a disagio e non stare fermi, allontanando la maschera dal viso. La cooperazione è quindi importantissima: è bene ricordare, a questo proposito, che la somministrazione deve avvenire quando il bambino è sveglio, altrimenti il farmaco non ha la possibilità di raggiungere i bronchi.

Aerosol per la tosse

L’aerosol è usato anche per alleviare la tosse grassa o quella secca e persistente. A questo proposito, bisogna prima di tutto ricordare che si tratta di un sintomo, non di una condizione patologica: il corpo, infatti, la usa come risposta a ciò che irrita i polmoni o la gola. Le cause della tosse possono essere numerose, per esempio:

  • allergie
  • asma
  • sinusite
  • esposizione al fumo
  • raffreddore o influenza
  • irritazione polmonare
  • broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • reflusso acido
  • polmonite
  • bronchite (o bronchiolite nei bambini molto piccoli)
  • fibrosi cistica
  • cardiopatia.

È quindi necessario, prima di iniziare una terapia con l’aerosol, capire quale problema c’è all’origine, per avere la certezza di ricorrere al rimedio più efficace, in tutta sicurezza.

Come utilizzare l’aerosol?

Vediamo come impiegare al meglio l’aerosol prestando attenzione ad alcuni dettagli:

  • in primo luogo, l’apparecchio dev’essere pulito con attenzione, lavato con acqua calda dopo ogni utilizzo, asciugato e riposto in un mobile chiuso;
  • prima di usarlo è bene lavare accuratamente le mani;
  • la mascherina deve avere dimensioni differenti per gli adulti e i bambini.

Se si ricorre all’aerosolterapia per curare la bronchite, è importante respirare esclusivamente con la bocca. In caso contrario, una parte di farmaco andrà nei polmoni anziché nei bronchi, riducendo il potenziale effetto benefico della terapia.

In caso, invece, di sinusite e otite, il consiglio è di inspirare e poi trattenere il fiato: la patologia è infatti localizzata a livello nasale e, in questo modo, il farmaco può depositarsi sulle pareti agendo più in fretta.

Abbiamo visto come l’uso dell’aerosol per il mal di gola e per il raffreddore sia, in qualche modo, un falso mito, ma anche quanto l’utilizzo di questo apparecchio sia utile per risolvere molte altre condizioni. C’è bisogno, infatti, soltanto di qualche accortezza: il consiglio è sempre quello di chiedere un parere al proprio medico, qualora ci fossero dubbi sul suo utilizzo.

Fonte: https://bit.ly/3EbBy88

Chi può rivolgersi in farmacia per il vaccino antinfluenzale?

Quest’anno la popolazione vaccinabile gratuitamente comprende i cittadini di età pari o superiore ai 60 anni.

L’accesso alla vaccinazione da parte dei cittadini è libero e diretto, non necessita di alcuna prenotazione che comunque consigliamo di effettuare per assicurare la disponibilità giornaliera del vaccino.

Premesso che, in ogni caso, il vaccino si somministra in farmacia esclusivamente dai 18 anni, riportiamo di seguito le 3 casistiche che si possono presentare in farmacia:

  • Cittadino CON ricetta bianca del medico e NON appartenente alla popolazione eleggibile: in questo caso il cittadino acquisterà il vaccino e pagherà il prezzo pieno di fustella. Potrà decidere se fare il vaccino altrove o in farmacia. Nell’ultimo caso, il farmacista (o il personale qualificato) procederà all’inoculazione e percepirà direttamente dal paziente il compenso di euro 6,16 per la somministrazione, oltre al prezzo del farmaco;
  • Cittadino SENZA ricetta bianca del medico e NON appartenente alla popolazione eleggibile: in questo caso il cittadino, dopo aver acquistato a prezzo pieno il vaccino, dovrà obbligatoriamente sottoporsi alla somministrazione in farmacia. Il farmacista (o il personale qualificato) procederà all’inoculazione e percepirà direttamente dal paziente il compenso di euro 6,16 per la somministrazione, oltre al prezzo del farmaco;
  • Cittadino eleggibile (erogazione in SSN): il cittadino che appartiene alle fasce dei soggetti c.d. “eleggibili” o “aventi diritto” per i quali quindi la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente dal SSN, si può recare in farmacia senza alcuna ricetta e sottoporsi alla vaccinazione. Il paziente è obbligato in questo caso a farsi somministrare la propria dose nella stessa farmacia in cui ritirerà il farmaco, senza corrispondere nulla.

 

Per altre informazioni:

 

Farmacia Roma Est

Via di Torrenova, 212.

06 2014167

 

 

Ottobre rosa: inizia il mese della prevenzione gratuita

Anche quest’anno ad ottobre torna il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.
La Regione Lazio, in questo mese, offre alle donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni, cioè quelle non comprese nella fascia garantita dal programma di screening, l’opportunità di prenotare una mammografia gratuita nelle strutture sanitarie che partecipano all’iniziativa fino ad esaurimento della disponibilità.

Si può prenotare al numero 06-164161840 dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 e il sabato dalle 7.30 alle 13.00.
Per la prenotazione sarà necessaria la richiesta medica con il codice esenzione: D01 – Campagna di Screening regionale.

Tutte le informazioni necessarie le trovi qui: https://bit.ly/3SxPnUo

Se invece hai tra i 50 e i 74 anni puoi accedere tutto l’anno a percorsi di screening gratuiti. Prenota i tuoi esami di prevenzione utilizzando il portale dedicato “Prenota Screening Oncologici” oppure contatta il Numero Verde Screening della tua ASL.

Farmaci per i bambini, che cosa tenere in casa?

L’uso dei farmaci con i bambini è sempre da attuare con grande cautela e sotto stretto controllo medico, mai applicando il principio che si abbia a che fare con “adulti un po’ più piccoli”. Secondo l’Agenzia italiana del farmaco, nel nostro paese i bambini assumono molti medicinali, diverse volte non necessari o troppo potenti per il problema da trattare, in particolare antibiotici e medicinali per problemi respiratori, specialmente prima dei 3 anni.

In parecchi casi, i dati a disposizione sui farmaci non provengono da studi clinici specifici: sui bambini vengono spesso impiegati, a dosaggi inferiori, medicinali che in realtà sono stati verificati per l’età adulta. Ma i medicinali producono, in ambito pediatrico, risposte diverse rispetto a quelle dei grandi, e differenziate pure per lattanti, bambini e adolescenti, perché assorbimento e metabolismo variano nei diversi momenti della crescita. Una particolare attenzione occorre dunque per la scelta sia dei medicinali sia dei rispettivi dosaggi, che dovrà valutare caso per caso il pediatra anche in base all’età.

Cosa tenere nell’armadietto?

Quando in casa ci sono bimbi, è bene avere a disposizione farmaci specifici per loro, con i quali fronteggiare i disturbi più comuni.

Per febbre e dolore

  • Un antipiretico, come il paracetamolo, oppure un antipiretico con una maggiore azione antinfiammatoria, come l’ibuprofene
  • Un valido termometro

Per la stipsi

  • Supposte o microclismi di glicerina

Per il vomito e la diarrea

  • Soluzioni reidratanti orali per ripristinare i liquidi persi

Per il raffreddore

  • Una soluzione fisiologica per i lavaggi nasali. Attenzione: se il bambino ha solo il raffreddore l’aerosol è inutile!

Per contusioni e ferite superficiali

  • Un disinfettante liquido non alcolico, per evitare il rischio di infezioni
  • Contro il dolore associato a trauma, un antidolorifico per bocca

Per ustioni o bruciature

  • Prodotti specifici in crema, gel o spray

Per punture di insetti

  • Per prevenire: formulazioni repellenti
  • In caso di fastidio da puntura, gel con il 5% di cloruro di alluminio

Altri consigli utili

È buona regola tenere i medicinali in un luogo dedicato, e non sparsi in maniera casuale, in una collocazione non accessibile ai più piccoli e protetta da una chiusura a chiave; deve trattarsi di un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce solare. Una buona precauzione è quella di tenere, nello stesso posto, i numeri telefonici di emergenza (per esempio quelli di pronto soccorso pediatrico, centri antiveleni eccetera).

I medicinali vanno conservati secondo le modalità specificate nel foglietto illustrativo, che va sempre conservato nella confezione, e consultato con attenzione in caso di utilizzo del farmaco. È necessario verificare periodicamente le scadenze di tutti i farmaci presenti in casa, e sostituire i prodotti scaduti (che vanno smaltiti negli appositi contenitori spesso presenti all’interno o all’esterno delle farmacie) con altri in corso di validità.

 

 

Caduta capelli: analisi gratuita e promozioni fino a 30% sui prodotti

I capelli sono un simbolo di bellezza, sia per le donne che per gli uomini. Una folta chioma con un taglio di carattere definisce il nostro stile personale. Del resto, ognuno di noi desidera dei meravigliosi capelli. I capelli, però, sono anche annessi cutanei che seguono il loro regolare ciclo vitale: crescono, cadono e rinascono di continuo. E in questo continuum sapere come prendersi cura dei capelli può fare la differenza.

Conoscere i tuoi capelli, il loro ciclo di vita, come sono fatti, la loro forza e le loro debolezze, i prodotti che amano e quelli che temono, ti aiuterà a sostenerli, a mantenere la tua chioma sempre in forma e a non spaventarti quando non è necessario.

Come prevenire e/o rimediare alla caduta dei capelli?

La caduta dei capelli è normale ma, se è eccessiva e dura per un periodo prolungato, può diventare un problema. Un problema che puoi controllare abituandoti a prenderti cura dei tuoi capelli, sapendo cosa fare e, soprattutto, quali prodotti usare.

Durante il mese di settembre e ottobre, in Farmacia Roma Est, puoi prenotare il tuo appuntamento con il nostro specialista per fare un’analisi gratuita dei capelli e del cuoio capelluto con l’utilizzo di strumenti moderni e innovativi. La visita è semplice ed ha una durata di 20 minuti circa. Gli esami permettono di rilevare lo stato di salute, l’elasticità e l’idratazione della cute nonché le cause delle più frequenti problematiche legate ai capelli e al cuoio capelluto.

Non solo. Questi due mesi tutti i prodotti dedicati alla cura dei capelli potranno essere acquistati con prezzi scontati dal 10 al 30%.

Scopri come conoscere e avere cura dei capelli per tornare ad avere una chioma in salute. 

La prenotazione della visita si può fare al banco della farmacia, al telefono allo 06 201 4167 oppure via WhatsApp allo 344 342 9371.

Ti aspettiamo in farmacia!

4 consigli per affrontare lo stress da rientro

La fine delle vacanze per molte persone può essere causa di stress, ansia e preoccupazione. Stiamo parlando della cosiddetta sindrome da rientro, conosciuta anche con il nome post – vacation blues.

Più che una vera e propria malattia, lo stress da rientro è una risposta psicofisiologica del nostro organismo al ritorno alla routine della quotidianità. Riprendere in mano le scadenze, le responsabilità, il lavoro e tutti i vari impegni che accompagnano le nostre giornate non è sicuramente facile, soprattutto dopo un periodo di relax e vacanza.

Come affrontare e combattere lo stress da rientro?

Vediamo insieme alcuni piccoli consigli per riprendere in mano la nostra quotidianità dopo le ferie.

  • Torna alla vita di tutti i giorni con calma: la cosa migliore da fare sarebbe quella di tornare dalle vacanze alcuni giorni prima del rientro al lavoro, così da prepararsi mentalmente e fisicamente alla fine del relax.
  • Prepara una piccola lista con priorità e obiettivi: è molto importante programmare il rientro con una certa precisione, così da non farsi prendere dall’ansia delle mille cose da fare. Quali sono gli obiettivi? Quali sono le cose più urgenti da fare? Una bella lista di priorità e impegni può essere davvero un salvavita!
  • Attenzione anche all’alimentazione: in vacanza ci lasciamo andare un po’ di più anche a tavola. Per molte persone la fine delle ferie rappresenta anche l’inizio del momento in cui bisogna mettersi a dieta.
    Il consiglio è quello di seguire una dieta sana ed equilibrata, ma senza un cambiamento troppo brusco: meglio optare per un passaggio graduale affidandosi ad un professionista.
  • Non rinunciare alle attività piacevoli e rilassanti: procedi la quotidianità con ricordi e pensieri positivi, continua a svolgere attività piacevoli e rilassanti.

 

Gli integratori alimentari sono davvero utili?

Vitamine, probiotici, sali minerali, proteine, fibre, pappa reale…tutte sostanze contenute nel cibo e che hanno lo scopo di migliorare il funzionamento dell’organismo, di sopperire a carenze alimentari, di favorire lo stato di benessere della persona e soprattutto di prevenire alcune malattie. Nel loro insieme questi prodotti costituiscono la grande famiglia degli integratori alimentari, le cui proprietà sono note fin dall’antichità.

Oltre a prodotti caratterizzati da componenti nutrizionali specifici, come le vitamine e i minerali, fanno parte della famiglia degli integratori dietetici anche una serie di prodotti vegetali, le “erbe” e i derivati, come pappa reale e propoli, la cui azione è soggetta alla valutazione di un gruppo di esperti istituito presso la Commissione consultiva per i prodotti destinati ad una alimentazione particolare.

Forniti sotto forma di tavolette, compresse o gocce, in quantità misurate in modo da ottimizzarne l’effetto, gli integratori rispondono a esigenze nutrizionali precise o a condizioni fisiologiche particolari. Costituendo una fonte concentrata di nutrienti o di sostanze gli integratori sono destinati a complementare la dieta, e non a sostituire il cibo. Servono infatti, come spiega il Ministero della Salute, “a ottimizzare gli apporti nutrizionali, fornire sostanze di interesse nutrizionale ad effetto protettivo o trofico e migliorare il metabolismo e le funzioni fisiologiche dell’organismo”. Devono quindi essere somministrati in linea con precise indicazioni, sia in materia di composizione che di dosi massime di assunzione.

Sul sito del Ministero della salute, è possibile consultare anche l’elenco di tutte le leggi e i decreti attuati in materia fino al decreto del 30 luglio 2004. Quest’ultimo stabilisce tra l’altro l’obbligo di etichettatura degli integratori, sia singoli che combinati, che finiscono sul mercato, che oggi sono più di 4500. E impone che sull’etichetta degli integratori vi sia un dosaggio preciso di ciò che è contenuto nella confezione, soprattutto se si stratta di sostanze vegetali, frequentemente utilizzate in modo eccessivo e superficiale grazie all’idea diffusa che si tratti di “sostanze naturali” e quindi non dannose. Un attento dosaggio è invece necessario, per limitare possibili controindicazioni o addirittura danni alla salute. Inoltre, l’etichettatura non può contenere diciture che inducano il consumatore a pensare a una cura miracolosa, né al fatto che l’integratore è essenziale e necessario anche in presenza di una dieta equilibrata e variata.

Chiudiamo l’articolo cercando di dare una risposta alla domanda principale: “Gli integratori sono utili?” La risposta è positiva, ma solo in particolari circostanze; non aspettiamoci miracoli, non esageriamo con i dosaggi e non assumiamoli se non ne abbiamo davvero bisogno (questo dev’essere stabilito da un professionista anche sulla base di eventuali controindicazioni).

Fonte: https://bit.ly/3A3QqTO