Sì, viaggiare ma con qualche precauzione per preservare la salute

Finalmente abbiamo iniziato a visitare il mondo, ma più che mai sono necessari accorgimenti per preservare la salute, ora anche per il Covid. Al riguardo, notizie aggiornate possono essere rintracciate sul sito del Ministero della salute o attraverso il numero di pubblica utilità gratuito 1500 (e dall’estero i numeri +39 02 32008345 e +39 02 83905385).

Ma, a parte quelli nuovi derivanti dal coronavirus, un viaggio internazionale può creare vari rischi per la salute: i viaggiatori possono andare incontro a improvvisi e significativi cambiamenti di altitudine, umidità, temperatura, oltre che risultare esposti a una varietà di infezioni. Inoltre, insidie alla salute possono presentarsi in aree in cui gli alloggi sono di scarsa qualità, le condizioni igieniche inadeguate, i servizi medici non ben sviluppati, e non è disponibile acqua pulita.

Per questo, pianificare un viaggio deve significare anche tenere conto dei pericoli potenziali legati alla destinazione e proteggersi nel migliore dei modi, minimizzando il rischio di contrarre una malattia. Innanzitutto, prima di recarsi in un paese estero, soprattutto se in via di sviluppo, sarebbe bene consultare un ambulatorio di medicina del viaggiatore o quanto meno il proprio medico di famiglia. Questo deve avvenire (considerata la possibile necessità di immunizzazioni a lungo ciclo) con largo anticipo rispetto alla partenza. Durante il colloquio il medico raccoglierà informazioni circa i più importanti fattori di rischio, indicherà le vaccinazioni consigliate e quelle obbligatorie,i farmaci antimalarici da assumere, altri medicinali da portare in viaggio o la strumentazione sanitaria che potrebbe rendersi necessaria e potrebbe non essere facilmente reperibile in paesi con bassa qualità dei servizi sanitari o in aree remoto. Un consulto medico specialistico è molto raccomandato per i viaggiatori con problemi medici preesistenti, e in ogni caso per alcune categorie.

Anziani

Se non hanno particolari patologie, possono affrontare viaggi con le medesime precauzioni dei giovani adulti, ma attenzione va posta agli spostamenti aerei, soprattutto se lunghi, per il rischio di trombosi venose del polpaccio: è bene avere durante il viaggio calzature comode, calze contenitive e soprattutto alzarsi ogni tanto durante il volo e muovere le gambe. Se necessario può essere utile somministrare, alle persone più a rischio, farmaci antiaggreganti o anticoagulanti, sempre dopo consultazione medica. Il viaggio aereo è controindicato in caso di anemia grave o di patologia severa del sistema cardio-vascolare. È sconsigliato il soggiorno in aree tropicali nelle stagioni caldo-umide per la possibilità di disidratazione e squilibri elettrolitici.

Bambini

In generale, presentano gli stessi rischi per la salute della popolazione adulta; tuttavia, le conseguenze dell’acquisizione di una malattia durante il viaggio possono essere più gravi, anche perché alcune condizioni patologiche sono a volte difficili da riconoscere nei bambini. Fino a 5 anni di età i piccoli non devono andare in zone dove sia endemica la malaria. I bambini sono particolarmente sensibili ai microbi gastroenterici, e rischiano più degli adulti la disidratazione in seguito a diarrea.

Gestanti

La gravidanza non costituisce di per sé una controindicazione ai viaggi, anche se una valutazione clinica è necessaria soprattutto tra la dodicesima e la quindicesima settimana per il rischio di aborto, e dopo la trentesima per stati di eclampsia, grave complicanza della gestazione. Durante i viaggi aerei non mantenere la posizione seduta troppo a lungo, e a tale scopo è consigliabile avere un posto vicino al corridoio. Valutare bene la destinazione, considerato che in gravidanza le vaccinazioni vanno effettuate soltanto se urgentemente necessarie. Anche la chemioprofilassi farmacologica della malaria è sconsigliata, e questo deve far evitare diversi paesi in cui la malattia è endemica. Inoltre, il virus Zika, che si trasmette tra l’altro attraverso la puntura di zanzara, può comportare gravi anomalie nel bambino: è perciò sconsigliato alle donne in gravidanza viaggiare nei paesi in cui è più alto il rischio di questa infezione.

I disturbi gastrointestinali

Molte persone che viaggiano vanno incontro a disturbi gastroenterici, spesso non gravi e di breve durata, che si risolvono spontaneamente in pochi giorni e non necessariamente dipendono dai cibi: in alcuni casi all’organismo, e in particolare all’apparato digerente, può occorrere tempo prima di abituarsi a una diversa alimentazione. In ogni modo, soprattutto nei paesi caldi o con condizioni igieniche non ottimali, è necessario attenersi alle regole stilate dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Farmacia al seguito

Pronto soccorso

• Cerotti
• Disinfettanti
• Bende
• Guanti monouso
• Detergente o salviette disinfettanti per le mani
• Acqua ossigenata
• Repellenti per insetti
• Gel astringente al cloruro di alluminio per contatti con meduse
• Protezione solare
• Materiale sterile
• Termometro
• Pinzette
• Colliri umettanti
• Zanzariera
• Preservativi
• Disinfettanti o filtri per l’acqua
• Soluzioni minerali orali reintegranti
• Calze elastocompressive (se si è a rischio di trombosi venosa profonda)

Farmaci

• Analgesici
• Antibiotico a largo spettro (amoxicillina clavulanato, ciprofloxacina, ecc)
• Antibiotico intestinale (paromomicina, neomicina, eccetera)
• Creme antifungine o antibiotiche
• Crema con idrocortisone 1%
• Antimalarici
• Pomate e compresse antistaminiche
• Siringhe sterili
• Pomata oftalmica antibiotica (per esempio con tobramicina)
• Pomata antistaminica e/o cortisonica per scottature o punture di insetto
• Antiacido
• Antidiarroico (per esempio loperamide)
• Blando lassativo
• Anticinetosici (per mal di mare e simili)
• Anticoagulanti (se si è a rischio di trombosi venosa profonda)
• Insulina (per i diabetici)
• Farmaci abituali

Forniture mediche

• Occhiali
• Bracciale o collana di allerta medica
• Test del diabete
• Inalatori
• Autoiniettore di adrenalina

Magnesio e potassio: a cosa servono e quali sono i loro benefici?

Il magnesio

  • Stimola la produzione di insulina, regolando la concentrazione di zucchero nel sangue,
  • Riduce la pressione arteriosa
  • Mantiene un Ph equilibrato nel sangue
  • Contribuisce alla crescita delle ossa
  • Regola il metabolismo di altri minerali (come potassio, calcio, fosforo, zinco) e della vitamina C
  • Migliora l’attività cardiocircolatoria: regola il battito cardiaco e riduce la probabilità di formazione di placche aterosclerotiche
  • Migliora l’irritabilità, i disturbi del sonno e la stanchezza mentale
  • Allevia i crampi,
  • Elimina tossine e scorie.

Gli alimenti più ricchi di magnesio sono proprio quelli di origine vegetale: verdure a foglia verde, frutta secca e cereali, ma anche funghi e banane.

Il potassio

  • Regola la trasmissione degli impulsi nervosi e muscolari
  • Regolarizza l’attività cardiaca e la pressione sanguigna
  • Riduce il rischio di aterosclerosi, riducendo la formazione di trombi e placche sulle arterie,
  • Regola la produzione di energia
  • Riduce la sensazione di fatica ed i crampi muscolari
  • Migliora l’umore

Tra gli alimenti che contengono più potassio (e magnesio) ci sono le banane,  ma anche l’uva fresca e le albicocche essiccate, fino ad arrivare agli avocado e ai funghi.

Quando assumerli?

In caso di sintomi di carenza di magnesio e potassio, quali

  • Ipereccitabilità,
  • Debolezza muscolare e/o crampi muscolari,
  • Stanchezza
  • Sonnolenza
  • Nausea
  • Sonnolenza
  • Palpitazioni o perfino aritmie

o quando il fabbisogno aumenta, può essere utile aumentare l’assunzione di alimenti ricchi di potassio e magnesio e ricorrere ad integratori alimentari specifici.

Perché integrare magnesio e potassio proprio in estate?

Le temperature elevate ci fanno sudare di più e la maggiore sudorazione comporta anche la perdita di sali minerali preziosi, fra i quali il magnesio e il potassio. Proprio per questo in estate ci sentiamo spesso stanchi e spossati, o addirittura ci troviamo in preda ai crampi muscolari. Oltre a mantenere un livello di idratazione corretto, quindi, e soprattutto se si è assidui sportivi, è molto importante reintegrare i minerali persi.

Tumore colon: in farmacia screening gratuito per la prevenzione

Prevenire per salvare vite umane. La farmacia Roma Est e altre farmacie del Lazio si sono schierate al fianco della Regione per lo screening sulla ricerca del sangue occulto nelle feci, spesso precursore del tumore del colon retto. Questo tipo di cancro in Italia e nel Lazio rappresenta la seconda neoplasia per mortalità dopo quella del polmone e per prevalenza dopo quella della mammella con migliaia di casi ogni anno.

Le persone, donne e uomini dai 50 ai 74 anni, vengono invitate ogni due anni con una lettera personalizzata presso le sedi indicate sulla lettera di invito, dove viene consegnato un kit che contiene la provetta utile alla raccolta di un campione di feci – da effettuare presso la propria abitazione – necessario per la ricerca del sangue occulto.

È possibile ritirare il kit, anche senza aver ricevuto la lettera di invito, presso una delle farmacie aderenti al programma di screening del tumore del colon retto. Dunque, non sarà più necessario recarsi negli ospedali o negli ambulatori delle Asl, ma si potranno sfruttare comodamente la farmacia sotto casa.

Il cittadino riceverà gratuitamente dal farmacista il kit per la raccolta delle feci, le spiegazioni sulle finalità e le modalità dell’esame, poi riporterà la provetta nella farmacia. A quel punto il campione con le feci verrà consegnato alla Asl per l’analisi e il cittadino successivamente riceverà il referto. In caso di esame dubbio o positivo, la persona verrà avvisata per eseguire un approfondimento diagnostico.

Per approfondire: https://www.salutelazio.it/screening-del-colon-retto

 

Soccorso: il 112 è il numero di emergenza unico europeo

Spostandosi tra i paesi dell’Unione europea si può ora fare una telefonata valida dappertutto per chiedere soccorso, anche di tipo sanitario: basta comporre il 112, numero di emergenza unico europeo. La chiamata, da telefono fisso, cellulare o app, è gratuita. Se si usa una lingua diversa da quella del paese in cui ci si trova, si può in ogni caso spiegare ciò di cui si ha bisogno grazie alla traduzione simultanea della chiamata a opera di un interprete.

In Italia il funzionamento del servizio è organizzato su due livelli: il primo (la Centrale unica di risposta o CUR) riceve la chiamata di soccorso e il secondo (centrali operative di Emergenza sanitaria, Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco) gestisce effettivamente la situazione di emergenza. Qualunque numero nazionale di emergenza si chiami (113, 112, 115 e 118), la telefonata viene ricevuta dalla Centrale unica di risposta. L’operatore della CUR, quando risponde alla chiamata, riceve in tempo reale il numero telefonico (anche se questo è stato nascosto) e la localizzazione del chiamante, che vengono automaticamente inseriti in una scheda in formato digitale. Questa è poi integrata con le informazioni sulla tipologia di soccorso necessario e trasferita, assieme alla chiamata, alla centrale operativa di secondo livello a cui compete l’intervento. Con questo filtro si evita che gli scherzi, gli errori o le chiamate improprie (come le richieste di informazioni) arrivino alle centrali operative di secondo livello, che riceveranno solo le effettive chiamate di emergenza.

Le CUR sono realizzate dalle Regioni, che stanno man mano provvedendo. Dove non sono presenti, il servizio 112 è assicurato dalle centrali operative dei Carabinieri.

 

Chiedere aiuto con una app

 

Il 112 è fruibile, nelle regioni in cui sono operative le Centrali uniche di risposta, anche tramite l’app per smartphone Where are U. L’app consente di effettuare una chiamata di emergenza con l’invio automatico all’operatore della centrale unica di risposta dei dati relativi alla localizzazione del chiamante ricavati dal sistema di posizionamento GPS del telefono.

Si può utilizzare l’app anche se non si è in condizione di parlare, semplicemente selezionando il tipo di soccorso di cui si ha bisogno: l’operatore riceverà la chiamata muta con le indicazioni del soccorso richiesto. Se ci si trova in una zona dove non c’è copertura della rete dati, la localizzazione viene trasmessa alla centrale tramite sms. I dati di localizzazione vengono utilizzati solamente per la gestione della richiesta di emergenza. L’app consente l’accesso al servizio anche a persone sorde.

Where are U è disponibile per i sistemi operativi mobili iOS, Android e Windows.

Perché affidarsi a un nutrizionista?

Il nutrizionista è un medico o un biologo specializzato in Scienza dell’Alimentazione o con competenze specifiche in ambito nutrizionale acquisite con master o corsi specifici. Il nutrizionista non è Google! Con l’avvento del web e dei social molti credono che a tutto ci sia una risposta immediata e semplice, anche in campi, come quello della nutrizione, dove ciò non è possibile. La rete non potrà mai sostituirsi al nutrizionista, anche se può fornire informazioni generiche utili che, con il buon senso e avvalendosi di siti seri, possono essere d’aiuto.

Ma perché è meglio affidarsi al nutrizionista per rientrare in forma?

  • Non siamo tutti uguali: ciascuno di noi necessita dell’alimentazione più adatta per l’età, il livello di attività fisica, il tipo di lavoro e molto altro ancora, come le problematiche di salute e, perché no, anche il gusto personale.
  • Dieta personalizzata: il nutrizionista può visitare la persona per rilevare le misure antropometriche (peso e circonferenze) e per fare esami di approfondimento. Durante la visita si informerà in merito alle abitudini alimentari e sullo stato di salute visionando esami del sangue e referti. Solo dopo aver raccolto tutti questi dati sarà in grado di preparare uno schema alimentare personalizzato e mirato all’obiettivo da raggiungere per il paziente. Tale obiettivo potrà essere il calo di peso, ma anche un aumento in una persona troppo magra o un mantenimento del peso.
  • Fiducia e costanza: il rapporto che si instaura nel tempo tra il nutrizionista e il paziente diventa di fiducia e aiuta a raggiungere l’obiettivo che insieme si prefissa. Il vantaggio dei controlli periodici è la compliance del paziente nei confronti della dieta: se non si viene controllati sarà più facile sgarrare, mentre se si è seguiti da uno specialista più facilmente si rispetterà la dieta.

Se stai pensando a iniziare un percorso nutrizionale con uno specialista puoi farlo anche in Farmacia Roma Est con la Dott.ssa Simona De Noia, la nostra biologa nutrizionista.  La dott.ssa visita presso lo studio della farmacia il mercoledì dalle 10-13 e il giovedì dalle 15-19.

La prenotazione della visita si può fare al banco della farmacia, al telefono allo 06 201 4167 oppure via WhatsApp allo 344 342 9371.

La Spirometria: cos’è, quali patologie rileva e dove farla

La spirometria è uno dei più comuni esami di accertamento della funzionalità polmonare, effettuato per diagnosticare o monitorare patologie a carico dei polmoni. La spirometria semplice consente di misurare la quantità di aria che è possibile inspirare ed espirare forzatamente, e la velocità di espirazione. La spirometria globale, o completa, prevede anche la valutazione della quantità di aria che resta nei polmoni dopo l’espirazione.

A che cosa serve la spirometria e quali patologie rileva?

Il test della spirometria consente di controllare alcuni parametri, quali, per esempio:

  • CVF: la quantità massima di aria che si può espirare con forza dopo aver inspirato il più profondamente possibile;
  • VEMS o FVE1: la quantità massima di aria che si può espirare con forza in un secondo;
  • PEF: il picco di flusso espiratorio;
  • MVV: la massima ventilazione volontaria.

L’interpretazione dei risultati della spirometria è affidata al medico, che valuta i risultati registrati e li mette a confronto con i valori di riferimento in base all’anamnesi del paziente e ai risultati di eventuali altri accertamenti.

La spirometria può essere richiesta dal medico in caso di sintomi come tosseaffannomancanza di respiro. È utile per diagnosticare una patologia polmonare ostruttiva (ovvero che causa un’ostruzione delle vie aeree) o restrittiva (ossia che impedisce la normale espansione del polmone), per verificare l’efficacia di una terapia e per controllare l’andamento di patologie come:

  • l’asma;
  • la polmonite;
  • la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO);
  • la fibrosi cistica;
  • la fibrosi polmonare.

La spirometria può essere richiesta come esame di controllo prima di un intervento chirurgico, per il rilascio del certificato di idoneità all’attività sportiva o come test di screening della funzionalità polmonare per i lavoratori esposti al rischio di malattie respiratorie.

Rischi e controindicazioni

La spirometria è un test molto semplice e non invasivo, che non comporta alcun rischio per la maggior parte delle persone. Lo sforzo richiesto nell’emissione dell’aria in alcuni soggetti può però causare nell’immediato vertigini, tremori, stanchezza, dolore al petto.

La spirometria è controindicata in caso di ipertensione non controllata dai farmaci, angina pectoris e infarto recenti, e quando non siano ancora guarite le ferite per interventi chirurgici a torace, occhi e cranio.

Le norme di preparazione per la spirometria
  •  astenersi dal fumo nelle 24 ore precedenti il test;
  • evitare alcolici, pasti abbondanti e attività fisiche intense nelle quattro ore precedenti;
  • indossare abiti comodi, che non ostacolino i movimenti per l’inspirazione e l’espirazione profonde;
  • non assumere farmaci broncodilatatori.
Come si esegue l’esame?

L’esame può essere eseguito solo da adulti o bambini con età minima di 6 anni, che riescano a collaborare. La collaborazione del paziente è fondamentale, per questo motivo questo esame non può essere eseguito su pazienti sedati, in ventilazione assistita o privi di coscienza.

Si esegue da seduti, talvolta con uno stringinaso per impedire la respirazione nasale. Si utilizza un boccaglio collegato con un dispositivo elettronico (spirometro) e viene chiesto al paziente di inspirare profondamente attraverso lo strumento fino a riempire d’aria i polmoni, quindi di serrare bene le labbra intorno al boccaglio e di espirare il più velocemente e con più forza possibile per espellere l’aria fino allo svuotamento dei polmoni. L’inspirazione e espirazione devono essere generalmente ripetuti almeno tre volte per aumentare l’affidabilità dei risultati.

Talvolta può essere necessario ripetere il test dopo 15 minuti dall’assunzione di un farmaco broncodilatatore.

In caso di spirometria sotto sforzo, al paziente viene chiesto di camminare o correre per alcuni minuti.

A seconda del tipo di spirometria l’intera procedura può durare tra i 30 e i 90 minuti.

Dove eseguire l’esame?

E’ possibile eseguire la spirometria semplice in Farmacia Roma Est e in altre farmacie che offrono il servizio. Mentre la spirometria globale si deve fare in una cabina pletismografica, quindi, solo presso strutture ospedaliere.

Progetto Mimosa, la farmacia a supporto delle donne vittime di violenza

Il numero di femminicidi in Italia resta alto: da inizio anno si contano 62 vittime. Rendere le donne consapevoli degli strumenti di cui dispongono è il primo passo per opporsi alle violenze subite. È con queste premesse che anche quest’anno sosteniamo il Progetto Mimosa dell’associazione Farmaciste Insieme.

Nel 2021 sono stati  118 i casi di femminicidio in Italia, il 70% delle quali uccise tra le mura domestiche, per mano del marito, del compagno o dell’ex partner, con una media di 1 vittima ogni 3 giorni. Nei primi mesi di quest’anno, i casi di femminicidio sono già arrivati a 62.

Il primo passo per aiutare le donne vittime di violenza è l’informazione, la capacità di renderle consapevoli degli strumenti di cui possono disporre per sottrarsi alle violenze subite da tempo. È proprio per questo che riparte dalle farmacie, primo presidio di salute, la campagna di informazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, nota come Progetto Mimosa.

La Farmacia Roma Est supporta il progetto “Mimosa” per consentire alle donne vittime di violenza di chiedere aiuto. L’iniziativa ci vede a fianco ad altre farmacie italiane – siamo in 19mila – con azioni concrete. In farmacia le donne vittime di maltrattamenti troveranno degli opuscoli che forniscono loro tutte le informazioni necessarie per entrare in una rete di protezione. Inoltre, troveranno consigli, informazioni, contatti e riferimenti di associazioni, centri antiviolenza e specialisti accreditati sul territorio pronti ad aiutarle.

Questo progetto ci vede uniti con l’unico obiettivo di infrangere il muro della solitudine che imprigiona le donne tra le pareti domestiche, acuita nel periodo della pandemia. Dietro il banco della farmacia le donne troveranno altre donne che tenderanno loro una mano per aprire la porta per uscire dalla violenza.

Segnaliamo anche l’app mobile “Bright Sky” del progetto che si scarica gratuitamente sul proprio telefonino, uno strumento che consente alle donne vittime di violenza di chiedere aiuto. L’app può essere utilizzata anche da parenti, amici, colleghi di lavoro, associazioni e da tutti coloro che sono vicini a donne maltrattate.

Un altro strumento fondamentale per chiedere aiuto è proprio il numero 1522, un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il 1522 è Il numero, gratuito è attivo 24 h su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking. Si può anche entrare in chat con una operatrice sul sito www.1522.eu.

Per altre informazioni utili e sostegno vi aspettiamo in farmacia.

Allergie: come scoprire cosa le provoca

Prick test e patch test sono esami con cui individuare la causa di reazioni a sostanze presenti nell’ambiente o nei cibi: è il presupposto per prevenzione e terapia mirate.

Reazioni dell’organismo verso sostanze presenti nell’ambiente (per esempio nell’aria, ed è il caso, tra l’altro, dei pollini) o negli alimenti. Le allergie sono patologie molto diffuse, tanto che interessano circa una persona su quattro. Individuare gli agenti che le provocano (allergeni) è la base di efficaci comportamenti di prevenzione e di una possibile terapia desensibilizzante, quella che può risolvere alla radice il problema laddove le altre, attuabili anche con farmaci che può consigliare il farmacista, puntano al contrasto dei sintomi. Per fare ciò sono preziosi i cosiddetti prick test e patch test, esami di reazione cutanea con i quali si possono saggiare diversi tipi di possibili allergeni.

Prick test

È un esame rapido e indolore, che può essere eseguito su adulti e bambini. Consente di mettere in evidenza la presenza di anticorpi (IGE) responsabili delle manifestazioni allergiche. La prova, per ogni agente di cui verificare la capacità di provocare allergia nel soggetto, consiste nell’applicazione di una goccia di quella sostanza sulla cute dell’avambraccio (nei bambini il test può essere effettuato anche nella parte superiore della schiena); la pelle viene poi punta leggermente con una lancetta sterile in corrispondenza della goccia, per consentire all’allergene di penetrare nell’epidermide. Per verificare se la reazione della pelle sia normale o eccessiva vengono applicate anche sostanze di riferimento quali istamina, glicerina o una soluzione salina. L’istamina dovrebbe provocare una reazione cutanea: se questa non si presenta il test potrebbe non essere in grado di rivelare un’allergia. Se, invece, producono un effetto sulla pelle la glicerina o la soluzione salina, che nella maggior parte delle persone non inducono alcuna reazione, occorre sospettare che il test possa fornire una falsa diagnosi di allergia. Dopo circa 15 minuti di attesa, si esamina la cute per valutare se sia presente, e in quale misura, una reazione agli allergeni, consistente nella comparsa di rigonfiamenti che provocano prurito, contornati da un alone arrossato: manifestazioni molto simili, insomma ai pomfi provocati dalla puntura di una zanzara.

Patch test

Solitamente lo si esegue per verificare se una certa sostanza provochi una reazione allergica cutanea (dermatite da contatto); è un esame indolore che si effettua con l’applicazione, sulla pelle del dorso, di cerotti contenenti gli allergeni da valutare. Questi vengono lasciati sulla cute per 48-72 ore, nel corso delle quali occorre, per far sì che non si stacchino, evitare di bagnarsi e cercare di limitare la sudorazione, come quella indotta da attività fisica e lavori pesanti. Dopo 48 ore, il medico procede a una prima lettura per verificare l’eventuale presenza di reazioni cutanee (eritema, edema, papule o vescicole). A 72 ore dall’applicazione dei cerotti viene eseguita la lettura definitiva. A differenza del prick test, il cui risultato si conosce già al termine dell’esame, il patch test richiede tempi piuttosto lunghi, poiché saggia le reazioni mediate da cellule (e non da anticorpi), che necessitano di almeno due giorni per prodursi. Per sottoporsi a questi esami non è necessaria una preparazione, ma per una serie di ragioni è bene informare il medico.

Farmaci che falsano

I medicinali possono interferire con le prove allergiche?
Sì. Alcuni farmaci possono attenuare le reazioni allergiche, impedendo ai test cutanei di fornire risultati accurati; altri possono accrescere il rischio di sviluppare una grave reazione allergica durante un test. Perciò, prima di programmare un test cutaneo, occorre portare al medico un elenco di tutti i medicinali che si assumono.

I farmaci che possono interferire con i test cutanei includono:

  • antistaminici quali idrossizina, loratadina, difenidramina, clorfeniramina, cetirizina e fexofenadina; • antidepressivi triciclici, come nortriptilina e desipramina;
  • alcuni farmaci per il bruciore di stomaco, come cimetidina e ranitidina;
  • l’antiasmatico omalizumab, i cui effetti sui test allergici permangono per sei mesi o più anche dopo la sospensione, mentre la maggior parte degli altri medicinali citati influisce sui risultati per giorni o settimane.

Quando è meglio evitare i test?

I test cutanei sono generalmente sicuri per adulti e bambini di tutte le età, compresi i neonati. Tuttavia, il medico può sconsigliarli a chi:

  • ha avuto in precedenza una grave reazione allergica: potrebbe essere così sensibile a determinate sostanze che anche le piccole quantità utilizzate nei test cutanei potrebbero innescare una manifestazione pericolosa per la vita (anafilassi);
  • prende farmaci che potrebbero interferire con i risultati del test: il medico può stabilire che è meglio continuare a prendere questi farmaci e rinunciare al test cutaneo piuttosto che interromperli anche solo temporaneamente;
  • ha condizioni patologiche della pelle come l’eczema o la psoriasi: se queste interessano ampie aree cutanee sulle braccia e sulla schiena – abituali sedi dei test – potrebbe non esserci abbastanza pelle non coinvolta per eseguire un test efficace;
  • ha altre condizioni della pelle che possono rendere inaffidabili i risultati del test, come il dermatografismo, un’eccessiva reattività della cute agli stimoli meccanici, che si manifesta con significativa e protratta vasodilatazione (più raramente vasocostrizione) nei punti sottoposti a strisciamento o pressione.

 

Profilassi con iodio: sì al sale iodato, no a farmaci ‘fai da te’

A seguito del conflitto in Ucraina, le cronache hanno dato conto di un’accresciuta richiesta di “pillole allo iodio” in alcuni Paesi europei per contrastare gli effetti negativi sulla salute dell’esposizione a radiazioni.

A tale proposito, arriva il comunicato congiunto dell’Associazione Italiana della Tiroide-AIT, l’Associazione Medici Endocrinologi-AME, la Società Italiana di Endocrinologia-SIE, la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica-SIEDP e l’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia-OSNAMI, Istituto Superiore di Sanità.

Il comunicato precisa che,  attualmente in Italia, è raccomandato il solo utilizzo del sale iodato per la preparazione e la conservazione degli alimenti, mentre è sconsigliato il ricorso fai-da-te a preparati contenenti elevate quantità di iodio che invece potrebbero determinare conseguenze negative per l’organismo, incluso il blocco funzionale della tiroide.

Il continuativo e costante utilizzo di sale iodato in accordo con la campagna del Ministero della Salute POCO SALE MA IODATO, garantisce il normale funzionamento della tiroide e, saturando la ghiandola di iodio stabile, contribuisce anche a proteggerla da una eventuale esposizione a radiazioni.

Solo in caso di una reale emergenza nucleare, al momento inesistente nel nostro Paese, sarà la Protezione Civile a dare precise indicazioni su modalità e tempi di attuazione di un eventuale intervento di profilassi iodica su base farmacologica per l’intera popolazione.

 


 

Novavax, dal 7 marzo disponibile in farmacia

Da lunedì 7 marzo al via le somministrazioni del nuovo vaccino  Novavax nelle farmacie di Roma e del Lazio ancora una volta in prima linea nel contrasto al Covid-19. Per il momento, è prevista una fornitura di circa 2mila dosi settimanali per le farmacie di tutta la Regione. Ogni singola farmacia riceverà 10 dosi settimanali.

Il Nuvaxovid (Novavax appunto) viene somministrato sempre per via intramuscolare ed è ufficialmente incluso tra i vaccini autorizzati per l’utilizzo nell’Unione Europea, al momento per il solo ciclo primario (quindi prima e seconda dose) con una distanza di 3 settimane (21 giorni) l’una dall’altra.

Può procedere con la prenotazione su https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/ chiunque abbia un’età pari o superiore a 18 anni e non si sia ancora vaccinato contro il Covid. Il sistema del portale, contestualmente alla prenotazione della prima dose, fisserà in automatico l’appuntamento per la seconda. a distanza di tre settimane dalla prima.

Le persone assistite dal Servizio sanitario regionale del Lazio che vogliono prenotare il vaccino devono:

  • avere a disposizione la propria tessera sanitaria (in corso di validità) per comunicare il codice fiscale e le ultime 8 cifre del codice numerico TEAM posto sul retro della tessera;
  • scegliere nell’elenco la farmacia dove intendono ricevere il vaccino;
  • selezionare il giorno;
  • lasciare il proprio numero di telefono: la Farmacia scelta chiamerà per fissare l’orario dell’appuntamento.